Tra le proposte innovatrici degli ultimi anni, l’adozione del sistema satellitare di rilevamento rappresenta una novità dalle potenzialità interessanti, che proveremo ad analizzare negli aspetti positivi ed annotare qualche elemento sfavorevole.

La cosiddetta “scatola nera” ha un’affinità strumentale con le apparecchiature degli aerei per la registrazione dei dati sugli spostamenti, che deriva da un’intuizione ingegneristica di Pierluigi La Torre successivamente perfezionata dall’australiano David Warren. Sulle auto viene suggerita ed installata dalle compagnie assicurative, con la finalità di avere dei dati certi sulle dinamiche dei movimenti della vettura in caso di sinistro o di furto.

I rilevamenti sono fondati su un sistema GPS di trasmissione, che rende sempre disponibile il dato della localizzazione del veicolo, evidenziando sia la posizione che la strada di percorrenza. Le informazioni relative alla velocità, all’accelerazione ed eventuali variazioni improvvise, vengono raccolte – attraverso un modem – sui server della compagnia assicurative di riferimento, che quindi può disporre dei dati nelle ricostruzioni degli incidenti. È meglio precisare, per i paladini della privacy, che tali operazioni sono essenzialmente telematiche, per cui nessuno materialmente controlla gli spostamenti ed i luoghi raggiunti, mentre solo nel caso di eventi indesiderati o sinistrosi avviene una verifica. Ad ogni modo, un’applicazione molto utile consiste nella funzione di agevolare i soccorsi e l’assistenza se necessari, e questo aspetto offre delle garanzie di sicurezza importanti.

I vantaggi, quindi, possono essere sia individuali che collettivi, dato che la registrazione delle informazioni tecniche possono costituire un mezzo efficace per contrastare le truffe. Nel decreto delle Liberalizzazioni, infatti, viene indicato come un fattore determinante per il ridimensionamento delle tariffe RCA, proprio perché premia il conducente virtuoso con una scontistica immediata sulla polizza e contemporaneamente tutela le compagnie e la cittadinanza dai riflessi negativi delle frodi assicurative. È importante anche ribadire che i costi di installazione, gestione e disinstallazione sono competenze a carico dell’assicurazione, per cui dal punto di vista economico è sempre avvantaggiato il cliente che sottoscrive una polizza con la scatola nera.

Dunque:

  • Il risparmio sulle tariffe RCA (e sulle altre garanzie come furto/incendio), maggiore sicurezza o rintracciabilità del veicolo in caso di furto e rapidità dei soccorsi, rappresentano i vantaggi più evidenti per l’assicurato.

  • L’accertamento delle responsabilità e la definizione esatta per quantificare anche eventuali concorsi di colpa, la lotta alle truffe e i riscontri sulle condotte di guida sono le prerogative che agevolano anche le compagnie assicurative.

Tutto positivo allora?

Beh, qualche punto di perplessità esiste ed è meglio tenerne conto. Innanzitutto non è definito con chiarezza cosa succede se l’assicurato cambia compagnia alla scadenza. Altri dubbi riguardano un eventuale cambio d’auto. Nonostante ci siano poche imprese produttrici di scatole nere (la Octotelematics copre il 70% dell’intero mercato) il problema della portabilità dell’apparecchio è determinato dagli accordi e dalle componenti richieste che purtroppo sono diversi da una compagnia all’altra. Uniformare funzioni e caratteristiche della scatola nera, per il momento, è una questione polemica che non vede una soluzione, eppure secondo RCAiUTO sarebbe quantomeno necessario definire esattamente i parametri per una perizia telematica equiparabile tra le diverse società.

  • La mancanza di caratteristiche standard delle scatole nere, insieme all’altalenante gestione degli sconti proposti, sono le criticità più urgenti che bisogna affrontare, per rendere lo strumento della scatola nera davvero efficace nella lotta alle frodi ed ai costi della RCA.