Le stime dell’anno appena concluso ci dicono che 1milione e 400mila assicurati vedranno peggiorare la classe di merito, in seguito all’applicazione del malus come conseguenza di un sinistro provocato con colpa.

Gli incidenti, comunque, sono numericamente in calo (meno 8,7% rispetto al 2011) e così pure l’entità dei risarcimenti danni. Eppure questi dati non sembrano intervenire favorevolmente sul peso delle tariffe Rca, mentre invece determinano senza dubbio un aumento degli introiti a favore delle compagnie assicurative, che si fregiano di un utile tecnico di 742 milioni di euro nel comparto Rc nel primo semestre del 2012.

Il guadagno trova una evidente origine nella differenza tra i premi raccolti (con gli incrementi sui costi sostenuti dagli assicurati) e l’esborso dei risarcimenti in netta diminuzione, visto il minore utilizzo di auto e moto generato dalla crisi economica e dal riflesso sui minori consumi da parte dei cittadini. Meno auto in circolazione, meno chilometri e meno incidenti, ma affari migliori per le assicurazioni.

Ulteriori fattori che rendono chiara una situazione di profitto per le compagnie assicurative pur considerando un mercato meno dinamico, sono i dati relativi ai luoghi e alle categorie che tendenzialmente si espongono di più alle denunce dei sinistri. Si tratta della regione Toscana, che si attesta come il territorio con più sinistri notificati alle compagnie (il 5% del totale) e, per quanto riguarda la tipologia di assicurati, dei pensionati, che ricorrono con più facilità all’utilizzo dell’assicurazione in caso di sinistro. È nella logica delle cose che per entrambe le rilevazioni (luogo geografico e categoria di assicurati) i dati quantitativi derivano dalla minore incidenza sugli esborsi delle compagnie: la Toscana, infatti, non è certamente la regione più costosa per i risarcimenti, mentre i pensionati sono più propensi a perdere una classe dopo tanti anni di posizioni virtuose anche i caso di piccoli incidenti.

La stella cometa del 2013, quindi, traccia una via luminosa per le compagnie assicurative, che incrementano gli introiti anche nel settore danni della Rc Auto. Il 2012, che doveva essere un anno di transizione, ha in realtà portato buoni benefici e molte novità gestionali e tecniche, eppure la bilancia continua a pendere da una parte sola. Restano irrisolti alcuni nodi fondamentali (riformare il bersani? – il tagliando elettronico? – la tariffa unica nazionale? – l’agenzia antifrode? – la libera collaborazione tra intermediari? – il plurimandato? Ecc…) ma visti i maggiori margini di profitto per le compagnie, sarebbe il caso di provare a progettare qualche investimento per affrontare la risoluzione di problemi atavici e una efficace formulazione delle tariffe e dei costi assicurativi.

Buon 2013 a tutti.

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