Uno dei provvedimenti del ministero dello Sviluppo Economico riguarda la liquidazione del risarcimento dei danni subiti in un incidente automobilistico. La soluzione studiata da Ania, Isvap e Associazione dei consumatori, si presenta come una procedura che intende accelerare e semplificare i tempi e le pratiche di risarcimento Rca.

Si tratta del risarcimento diretto, esteso a tutte le compagnie assicuratrici e non più facoltativo tra le varie opzioni operative delle assicurazioni. Dunque il danneggiato chiede direttamente alla propria compagnia il rimborso dei danni. Poi quest’ultima attenderà il pagamento da parte della società che ha assicurato il responsabile del sinistro.

Evidenziamo subito il campo d’azione della disposizione, che riguarda solo ed esclusivamente le constatazioni amichevoli ed i sinistri per i quali vi è certezza nelle colpe e nella dinamica (pensiamo ad esempio alla presenza della scatola nera sulla vettura).

Condividendo il proposito di uno snellimento burocratico, ci permettiamo di sollevare anche alcune piccole perplessità. Se è la propria compagnia a dover indennizzare l’assicurato, tale pratica potrebbe accentuare il fenomeno della disdetta di clienti “virtuosi” che, appartenendo a categorie interne molto vantaggiose (immaginiamo un automobilista in classe universale 1 da quindici anni che dal cambio di compagnia sarebbe sfavorito), sono molto poco appetibili come soggetti da tutelare e risarcire in caso di danni fisici – molto onerosi. Peggio ancora se sono possessori di auto costose o di lusso. Un’altra questione riguarda la definizione del calcolo concreto da applicare al riconoscimento dei danni subiti. Inoltre il risarcimento diretto potrebbe far incrementare le pratiche fraudolente, molto facilmente relazionabili alla certezza dell’indennizzo.

L’approvazione del provvedimento, dunque, potrebbe non essere definitiva e la vecchia voce del «chi rompe paga» (ossia la compagnia di controparte) comincia già a farsi sentire più forte.

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Uno dei dettagli più importanti della polizza è senza dubbio la determinazione della guida del veicolo. Approfondiremo, in questo post, come il conducente può influire nel calcolo dei rischi e dei costi per un’assicurazione e quali sono le classificazioni da tenere presente.

Innanzitutto il fattore principale è l’età, da cui consegue una distinzione tra guidatore inesperto (ossia sotto i 26 anni) e guidatore esperto (di età superiore ai 26 anni). Questa suddivisione presuppone una differente esperienza ed abilità di guida, che si risolve in una disparità di trattamento economico molto rilevante. Alcune eccezioni, come la compagnia Genial Più del gruppo Allianz, retrocedono il limite ai 23 anni. Comunque, auspicando che possa essere presa in considerazione la capacità individuale del conducente (è parzialmente il caso che riguarda la cosiddetta “scatola nera” – che analizzeremo a parte), questo parametro dell’età di fatto incide molto sui costi dell’assicurazione.

Un’altra distinzione che implica differenze nella copertura e nei costi dell’assicurazione, è quella tra conducente abituale e conducente esclusivo.

Il guidatore abituale è colui che abitualmente conduce la vettura e può capitare che altri (familiari o terzi) si mettano alla guida. Nel caso in cui avvenga un sinistro la copertura mantiene la sua validità a tutti gli effetti, anche quando il conducente abituale è nominato nella polizza (ad esempio Genertel o Direct Line richiedono espressamente che venga indicato chi è il soggetto che di solito guida).

La situazione cambia radicalmente se si sceglie di inserire un conducente esclusivo, che è l’unica persona abilitata alla conduzione del veicolo, di modo che la compagnia assicurativa risponde individualmente per eventuali sinistri. Questo vuol dire che, mentre non ci sono dubbi sul consiglio da dare ad un single che non lascia guidare altre persone, nel caso di un utilizzo promiscuo (cioè variabile tra i membri della famiglia), se avviene un sinistro la compagnia ha degli obblighi solo verso l’unico conducente indicato in polizza e può avvalersi di pesanti franchigie o rivalersi completamente per l’indennizzo ove risultasse una persona diversa alla guida. Debita attenzione è richiesta anche nel caso in cui venga assegnata la guida ad un conducente fittizio (ad esempio un parente in età avanzata ma senza patente, oppure un familiare residente in una provincia più vantaggiosa), perché in seguito ad accertamenti ed investigazioni, le false dichiarazioni possono risultare molto onerose.

Ulteriori ipotesi sono abbastanza intuitive e non necessitano spiegazioni, come ad esempio due o più conducenti (nel caso di una guida ripartita in misura eguale) o la guida libera (aperta a tutti i patentati di ogni età) o la guida senior (categoria over 60 che alcune compagnie aggiungono a quelle già considerate).

Insomma, prendendo come riferimento l’obiettivo del risparmio, prima di stipulare la polizza Rca, è molto utile conoscere e leggere le limitazioni e le agevolazioni contenute nei contratti assicurativi, ed indicare la tipologia giusta di conducente. Qual è la vostra?

Con l’arrivo dell’autunno e delle giornate grigie, nelle maggiori città aumenta l’utilizzo delle minicar, dato che questi veicoli riescono a proteggere meglio dal freddo e dalla pioggia, rispetto a scooter e ciclomotori, pur conservando le caratteristiche dei mezzi di spostamento più maneggevoli e leggeri. La circolazione sulle minicar è particolarmente gradita ai più giovani, desiderosi di avere un primo approccio verso la guida “stile auto” ed è comunque avvantaggiata nel traffico cittadino intenso, dove non sono necessarie prestazioni potenti di cilindrate medio-alte.

Se l’aspetto estetico può trarre in inganno, in realtà le minicar sono dei ciclomotori, sebbene dispongano di motori normalmente più potenti rispetto al classico “cinquantino” a due ruote. Le categorie di guidatori (giovani e minorenni, o in misura minore pensionati), unitamente alla tipologia di veicolo (classificato come ciclomotore), rendono le minicar un prodotto che incontra molte difficoltà in materia assicurativa.

L’equivoco più frequente è quello della richiesta di applicazione del decreto Bersani, che i proprietari ingenuamente sollecitano dopo l’acquisto di una minicar, ma è un’ipotesi che non trova fondamento posto che l’evidenza è ben riportata sul libretto del veicolo. Non è un’auto, non è equiparabile a motociclo o motocarro, quindi non si può attribuire la Classe Universale di un altro mezzo in possesso.

Da queste premesse è facile dedurre che i costi della Rca subiscono degli incrementi fortemente penalizzanti, riducendo il campo d’azione verso il risparmio sulle coperture. Il web, stavolta, è davvero poco efficace, basti tener presente che spesso le minicar non sono neanche contemplate nei menù a tendina o tra i veicoli da scegliere, oppure non è possibile inserire il modello da assicurare. Dunque i preventivatori online non forniscono alcuna risorsa alternativa.

Ecco un chiaro esempio di un ambito nel quale le agenzie plurimandatarie riescono a fornire il servizio di consulenza più conveniente nel panorama assicurativo tra web e agenzie territoriali, sia dal punto di vista dell’assistenza che nella determinazione dei preventivi più economici.

L’abolizione di alcune province (quelle con meno di 350mila abitanti o meno estese di 2500 km quadrati) viene introdotta con lo scopo di diminuire le spese del settore pubblico e vedremo nei fatti concreti se non inciderà negativamente sull’organizzazione quotidiana della vita dei cittadini interessati al cambiamento.

Cosa cambierà riguardo alla RC Auto?

Il riassetto prevede anche l’introduzione di 50 città metropolitane, cioè verranno inglobate in tali aree anche i comuni limitrofi, presupponendo che i legami commerciali, lavorativi e soprattutto di viabilità, indurranno le compagnie assicurative a considerare le zone limitrofe dei grandi centri urbani assimilabili dal punto di vista della rischiosità. E dunque dei costi.

È necessario, da parte degli utenti, riconsiderare più che mai i parametri comparativi tra i calcoli tariffari che le società d’assicurazione offriranno, cercando di trarre profitto dalla differenziazione delle opzioni proposte dalle diverse assicurazioni. Come di consueto è lecito presupporre che dal web possano sorgere le occasioni migliori per risparmiare, ma non tralasciate il consiglio di usufruire di consulenze (gratuite, come la nostra) per effettuare l’acquisto migliore.

Le 10 macro-aree metropolitane riguardano le città di Roma, Milano, Venezia, Genova, Torino, Firenze, Bologna, Bari, Napoli, e Reggio Calabria. La forte frequenza di sinistri di alcune province, in particolar modo al sud, potrebbe aggravare le condizioni già sfavorevoli per gli assicurati. Ma i ritocchi potrebbero gravare su tutte le polizze stipulabili nel territorio esteso dei grandi centri urbani, soprattutto se l’Isvap (o il nuovo Ivass) non sarà in grado di vigilare e frenare i rincari previsti a partire dal 2013.