Il mercato dell’auto nel 2012 si chiuderà con dati disastrosi. Il trend negativo dello scorso anno, ha preso una piega verso il peggio che evidenzia un calo di nuove immatricolazioni davvero allarmante. Eppure, un dato sensibilmente più favorevole proviene dal settore dell’usato, che ha realizzato una progressione importante, con una crescita dei passaggi di proprietà del 6,6% rispetto all’ottobre 2011.

Nella fase di acquisto dell’auto usata, spesso capita di non avere chiara la procedura per conseguire la proprietà ed assolvere a tutti gli obblighi burocratici. Ovviamente esistono delle agenzie apposite che sbrigano tutte le pratiche – ma è altrettanto ovvio che in questo modo i costi aumentano per pagare i servizi resi -, mentre è assolutamente possibile far da sé e risparmiare sia sul passaggio di proprietà che sulla assicurazione RC Auto.

Innanzitutto vediamo quali documenti sono necessari:

  • Un documento di identità e il codice fiscale dell’acquirente (in doppia copia);
  • Un documento di identità del venditore;
  • Il Certificato di Proprietà;
  • La carta di circolazione originale (accompagnata da una ulteriore copia);
  • Il modulo TT2119, per l’aggiornamento della carta di circolazione (si ottiene gratuitamente presso gli sportelli STA della vostra città (Sportelli Telematici dell’automobilista).

Nel caso in cui tutti questi documenti siano già disponibili, la procedura è semplice. Basta che il venditore compili una Dichiarazione unilaterale di vendita sul retro del Certificato di Proprietà, recarsi ad uno sportello ACI oppure STA ed applicare una marca da bollo del valore di 14,62€ per validare la propria firma. Si richiede, così, la registrazione del passaggio di proprietà, che finalizza la cessione all’acquirente. (Se si sceglie la vendita bilaterale, l’atto di vendita in bollo deve essere redatto con le firme autenticate di entrambi i soggetti della transazione). Le pratiche del passaggio, inoltre, possono anche essere svolte in Comune, con un buon risparmio in termini economici, anche se è consigliabile accertarsi prima degli importi a carico.

Le complicazioni, tuttavia, possono incorrere per situazioni più particolari, ma non bisogna scoraggiarsi. Vediamo le più comuni.

  • Se non si è in possesso del Certificato di Proprietà, bisogna rivolgersi per forza di cose all’ufficio provinciale ACI (e non allo sportello STA) per registrare il passaggio al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) e aggiornare la Carta di Circolazione alla Motorizzazione Civile.
  • Se l’auto è cointestata, è indispensabile la presenza di tutti i proprietari del veicolo, in modo da completare la redazione dei documenti con tutte le firme richieste.
  • Se l’auto era intestata ad una persona defunta, le pratiche diventano due (ed il costo è maggiore). Con la prima il veicolo passa agli eredi, con la seconda viene formalizzata la vendita.

Entro 60 giorni dall’autenticazione dell’atto di vendita, l’acquirente registra il passaggio di proprietà all’ufficio provinciale dell’ACI e richiede l’aggiornamento della carta di circolazione alla Motorizzazione Civile. In caso di inadempienza l’acquirente rischia una multa o il ritiro della Carta di Circolazione – mentre per il precedente proprietario potrebbero insorgere conseguenze sul piano fiscale dato che risulterebbe ancora come possessore del bene, e dovrebbe ricorrere al Giudice di Pace.

Per quanto riguarda i costi da affrontare, oltre alla marca da bollo da 14,62€, bisogna considerare: un emolumento ACI da 20,92€, l’Imposta di Bollo per la registrazione al PRA da 29,24€ (ma se non si è in possesso del Certificato di Proprietà bisogna utilizzare un apposito modello dal costo di 43,86€) ed i diritti della Motorizzazione Civile dal costo di 9€. Ulteriori costi variabili per provincia di residenza o tipologia di veicolo, sono l’Imposta Provinciale di Trascrizione, Tassa sui Kw (3,5119€ per ogni Kw se superiore a 53 kw totali – i Kw sono riportati alla voce P2 del Libretto) ed eventuale superbollo.

Ecco, risolte tutte le incognite del passaggio di proprietà, non resta che assicurare l’auto. In caso di possesso di un’altra vettura nell’ambito dei familiari conviventi, è possibile applicare il decreto Bersani per conferire la stessa classe di merito CU anche all’auto usata del recente acquisto, basta che sia regolarmente assicurata e dotata della documentazione. Se invece si è stati proprietari d’auto in passato – ma la vettura è stata venduta o rottamata – ricordiamo che l’attestato di rischio ha una validità di 5 anni ed possibile avvalersene per confermare la classe di merito CU acquisita.

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In molte occasioni, alla scadenza della polizza assicurativa, prevale l’idea di una difficoltà oggettiva nel trovare una Rca più conveniente di quella proposta dalla compagnia di appartenenza o dall’assicuratore di tanti anni. Il confronto, invece, è la chiave giusta per trovare l’offerta più conveniente. Se non avete tempo o non vi interessa approfondire i meccanismi e i parametri di copertura, l’alternativa è chiederci una consulenza per un preventivo, gratuito e corredato di tutte le spiegazioni che occorreranno. Come abbiamo ribadito più volte, i preventivatori online possono essere un buon passo iniziale, eppure vi sono insidie e margini di comprensione che vanno molto al di là dell’immissione di pochi dati, mentre ulteriori procedimenti possono migliorare le condizioni assicurative ed il risparmio.

Se la rinuncia a questi minimi sforzi non predomina, avrete davanti ai vostri occhi vari preventivi (con diversi premi), ma come procedere per cambiare compagnia?

Innanzitutto occhio ai tempi! Assicurazioni telefoniche ed online a parte (cioè per queste non esiste la disdetta), le compagnie di assicurazione tradizionali possono esercitare il tacito rinnovo, quindi procedono ad una nuova annualità senza la conferma dell’assicurato. E dai dati statistici, la dimenticanza della scadenza o la noncuranza dell’assicurato gioca un ruolo fondamentale nei rinnovi, perché a giochi fatti è molto complicato rimediare.

Per recedere dal contratto bisogna inviare una lettera di disdetta – indicando il numero di polizza, il modello del veicolo ed il numero di targa – esplicitando così la volontà di non continuare l’assicurazione. Questa possibilità di interruzione della polizza ha validità sia alla scadenza sia durante il periodo contrattuale, come definito dalle disposizioni dell’art. 5 (contenuto nella Legge 40 del 2007, meglio nota come Legge Bersani), che attesta: per la tutela del consumatore e per favorire lo sviluppo della concorrenza, l’assicurato può recedere da qualsiasi contratto stipulato annualmente, senza l’obbligo di sanzioni o oneri, rispettando un preavviso minimo di 15 giorni.

Per coloro che sono in ritardo su queste tempistiche e non accettano il fatto compiuto, c’è una ulteriore possibile via d’uscita. Entro la scadenza – quindi anche meno dei 15 giorni – si può recedere inviando la disdetta se, nonostante l’assenza di sinistri, il premio proposto al rinnovo è maggiore del tasso d’inflazione programmato dal Governo. Quindi le condizioni particolarmente sfavorevoli non possono essere difese in alcun modo dalle agenzie, almeno dal punto di vista legale. A volte, purtroppo, capita di trovarsi di fronte ad atteggiamenti scorretti come ad esempio il mancato o ritardato rilascio dell’attestato di rischio, documento indispensabile per formulare un nuovo preventivo ed una nuova polizza presso un’altra compagnia.

È bene ricordare che la compagnia assicurativa è obbligata per legge a rilasciare l’attestato di rischio 30 giorni prima della scadenza della polizza. Alle richieste dei clienti (meglio con raccomandata a/r), le compagnie di assicurazioni devono recapitare l’attestato di rischio entro 15 giorni, in ottemperanza al regolamento Isvap 4/2006 – e l’inosservanza potrebbe costare alla compagnia una multa che va da 1.500 € a 4.500 €.

In ogni caso non lasciatevi scoraggiare dalle problematiche e dagli ostacoli che si interpongono nel percorso di una nuova scelta o di un cambio radicale, e rivolgetevi a noi per ogni aiuto o necessità di assistenza.

Il procedimento per effettuare un preventivo, per poi scegliere finalmente la polizza più soddisfacente, è lineare ed abbastanza semplice da seguire. Ovviamente si richiede la massima attenzione in tutti questi passaggi, in modo da evitare errori e dispersione di tempo, tuttavia proveremo ad analizzarli per eliminare qualche dubbio anche ai meno assidui frequentatori di internet o a coloro che non hanno mai stipulato un contratto assicurativo online.

La prima fase, quella della richiesta del preventivo, può già prevenire con anticipo molti errori ed equivoci poiché la documentazione ha un’importanza primaria nella definizione della situazione attuale del cliente. Vediamo quali sono i documenti necessari:

  • Il libretto dell’auto (o moto o scooter) fronte/retro, dove vengono visualizzati dati riguardo al proprietario e quelli del motore del veicolo, nonché la data di prima immatricolazione. Sarebbe preferibile una scannerizzazione, che rende il documento perfettamente leggibile.
  • L’attestato di rischio, che è la certificazione della storia assicurativa e contiene l’indispensabile dato della Classe Universale – denominata CU – che è l’unica classificazione valida presso tutte le compagnie d’assicurazione, mentre le classi interne – denominate con lettere o numerazioni diverse dalle scala da 18 verso 1 – non possono essere prese in considerazione.
  • Il documento di identità (meglio se si aggiunge anche la patente). E nel caso il contraente dell’assicurazione fosse diverso dal proprietario anche i dati del primo.

Qualora venisse richiesta anche la copertura di Kasko o Furto e Incendio, il valore del veicolo può essere facilmente ricavato da Quattroruote; oppure in caso di altre esigenze particolari, l’invio della polizza precedente potrebbe risultare utile per la definizione dei parametri da conservare oppure da cambiare per cercare di risparmiare sui costi.

Una avvertenza molto importante è che se utilizzate soltanto i preventivatori online, siete comunque passibili di rettifica, dato che a voi spetta l’immissione dei dati ma non la valutazione delle informazioni estratte dai documenti. Potreste, in questo caso, trovare delle inaspettate sorprese. Ribadiamo, quindi, l’utilità della consulenza – che noi forniamo gratuitamente via mail o su piattaforma skype – nel rispetto completo delle esigenze dell’assicurato e, soprattutto, con l’intenzione di sfruttare la precisione dei fattori che compongono la polizza, se si vuole risparmiare ed essere sicuri.