Innanzitutto è bene sapere che cos’è la franchigia, che sinteticamente può essere definita come l’importo fisso che rimane a carico dell’assicurato nell’eventualità di un sinistro con colpa. Questo importo fisso viene specificato in fase precontrattuale con la finalità di ricevere uno sconto sul costo della polizza, dato che la compagnia assicurativa garantisce ugualmente la copertura RCA fino al massimale previsto (minimo 5 milioni di € da quest’anno), ma il cliente accetta di pagare una parte dell’ipotetica liquidazione di un danno provocato con un incidente.

La cifra viene fissata su espressa indicazione del cliente e parte da un minimo di 150€. Se, ad esempio, l’assicurato ha una franchigia da 300€ e con un tamponamento produce un danno di 2.000€, la compagnia liquiderà il danno per intero per poi rivalersi sul cliente in modo da recuperare l’importo della franchigia stabilita nel contratto della polizza RCA, quindi chiederà – in questo caso – il pagamento di una quietanza di 300€.

La convenienza della franchigia è valutabile, nei singoli casi, dalla quantità di sconto che si riesce ad ottenere, perché varia sensibilmente in base alle condizioni dell’assicurato e dai criteri delle diverse compagnie. In linea generale è un’opzione che non trova unanime condivisione, dato che la compartecipazione al rischio stabilisce un ipotetico pagamento per l’assicurato, mentre il senso di avere una copertura assicurativa RCA va nella direzione di una tutela in caso di danno già tradotta nel corrispettivo di un premio. C’è da considerare, però, che l’obbligatorietà della polizza prevede l’intervento della compagnia assicurativa per garantire legalità nella circolazione stradale e rimborsi su eventuali sinistri anche moto gravi, quindi una cifra bassa di poche centinaia di euro possono rappresentare un buon compromesso se il contenimento dei costi è efficace.

In fondo si tratta di confidare sull’attenzione e la correttezza di guida ed assumersi una piccola parte di responsabilità se dovesse capitare un inconveniente imprevedibile, mentre vedersi ridurre i costi RCA è un obiettivo raggiungibile con certezza.

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La nuova disposizione è stata introdotta con l’Art. 170-bis del decreto legge del 18 ottobre 2012, variando il codice delle assicurazioni private per quanto riguarda il rinnovo delle polizze RCA. Dunque a partire dal 1 gennaio 2013, tutte le compagnie si allineano alle procedure già adottate dalle assicurazioni telefoniche ed online, in modo da uniformare la materia del tacito rinnovo dei contratti assicurativi, che alla scadenza nel corso del prossimo anno sarà escluso. Non ci saranno più i 15 giorni di copertura e la polizza scadrà inesorabilmente alla cadenza annuale, senza proroghe e nessuna scusante per i ritardatari.

L’abolizione della clausola di tacito rinnovo vale per tutti i veicoli a motore ed i natanti soggetti al contratto obbligatorio della responsabilità civile, facendo decadere la precedente regola del silenzio-assenso. Dal 2013 ogni rinnovo di polizza avrà bisogno dell’esplicito consenso dell’assicurato, mentre per il cambio di compagnia non sarà più necessario l’invio della disdetta con raccomandata.

Questo allentamento dei vincoli verso la propria compagnia assicurativa dovrebbe portare ad una maggiore concorrenza e quindi ad un abbassamento dei costi per i contratti RC. D’altro canto, però, sarà molto importante evitare di giungere a ridosso della scadenza senza aver già predisposto l’ipotesi di una nuova polizza, perché i controlli delle forze dell’ordine – se dovessero accertare la mancanza di copertura – determinerebbero il sequestro del veicolo ed una multa da un minimo di 779€ fino a 3119€.