Prima che l’Isvap vada definitivamente in pensione, abbiamo ritenuto che sia interessante vedere cosa l’istituto di vigilanza ha proposto ed indicato per migliorare le assicurazioni auto. Questo nostro intervento non vuole essere un omaggio a Giancarlo Giannini ma è una concreta dimostrazione di ciò che è stato dibattuto nell’anno in corso e che cosa invece possiamo aspettarci dal 2013. Le innovazioni programmate (il risarcimento diretto, il ridimensionamento del “colpo di frusta”, il plurimandato, l’obbligatorietà di 3 preventivi per polizza, l’abolizione del tacito rinnovo) ed i suggerimenti teorici (promozione e definizione della scatola nera, introduzione del tagliando elettronico, adeguamento delle tariffe con l’abolizione delle province, costituzione dell’agenzia antifrode), hanno trovato scarsa applicazione nella realtà dei fatti, quindi molto resta ancora da fare. I costi della RCA, intanto, non accennano a diminuire ed incombe anche il prossimo aumento dell’iva nel 2013. L’incertezza sulla stabilità degli organi governativi – in campagna elettorale rimarrà tutto in sospeso fino a primavera – non agevolerà il compito di vigilanza assicurativa della nuova IVASS. Potrebbe essere realistica la considerazione di un passo indietro, ecco il motivo per cui pubblichiamo questo documento datato 31 luglio 2012: ciò che da allora è cambiato non è definitivo, eppure l’analisi di Giannini resta essenzialmente in un’ottica corretta, nonostante la resistenza e la ritrosia delle compagnie assicurative a recepire le innovazioni. Le problematiche, però, permangono le stesse ed il rincaro dei costi della RCA non può essere più sostenuta come la parziale scappatoia per rimandare le soluzioni alla mancanza di competitività e concorrenza. Forse alcuni punti sono approfondimenti tecnici di non immediata comprensibilità, ma se avrete la pazienza di leggere tutto, molte cose vi saranno più chiare. Buona lettura!

Indagine conoscitiva sul settore dell’assicurazione di autoveicoli, con particolare riferimento al mercato ed alla dinamica dei premi dell’assicurazione per responsabilità civile auto (RCA).

Audizione del Commissario Straordinario dell’ISVAP, Giancarlo Giannini

Il settore della r.c.auto continua ad essere – ho avuto modo di dirlo in diverse occasioni, anche di fronte a questa Commissione – un punto nevralgico del mercato assicurativo italiano: il problema delle tariffe elevate ha, purtroppo, assunto una ulteriore connotazione di urgenza nel contesto di difficoltà in cui molte famiglie italiane si trovano per effetto della crisi, finanziaria e reale, che investe il Paese, nel più ampio contesto dell’area euro. L’ISVAP, oltre a svolgere un’intensa attività di vigilanza sul settore, si è fatta portavoce da tempo della necessità di azioni che consentano di addivenire ad una soluzione strutturale e, quindi, duratura di un problema “sociale” che coinvolge milioni di consumatori, con vantaggi, sotto il profilo tariffario, per i cittadini onesti. In tale direzione un passo significativo in avanti è stato realizzato grazie alle misure introdotte dal decreto “Liberalizzazioni”, in cui sono confluite molte delle proposte di riforma del settore formulate dall’ISVAP al Governo e al Parlamento alla fine del 2010 (29 dicembre 2010).

Occorre ora che le norme trovino concreta e piena attuazione: l’ISVAP sta svolgendo il proprio ruolo sia attraverso la predisposizione dei previsti regolamenti attuativi, sia attraverso l’attività di “enforcement” delle disposizioni immediatamente applicabili.

Quello che purtroppo dobbiamo constatare è che gli operatori del settore assicurativo, soprattutto le imprese – attraverso la loro Associazione di categoria (ANIA) – danno un’interpretazione delle norme che, di fatto, non consente di far pervenire ai consumatori quei vantaggi che le norme stesse presuppongono; l’apprezzamento va invece solo a quelle disposizioni – naturalmente reputate “sempre poche” – che portano benefici diretti e immediati ai loro conti.

Prima di entrare nel vivo dell’analisi delle nuove disposizioni e dell’attività ad esse correlata, ritengo utile fornire alcuni dati e svolgere brevi considerazioni sull’andamento delle tariffe negli ultimi anni e sullo “stato di salute” sul piano tecnico del ramo r.c.auto.

1. Andamento tariffario e stato di salute del settore r.c.auto. Brevi cenni

Per migliorare l’efficacia delle indagini conoscitive dell’ISVAP, il numero dei profili di assicurati rilevati è stato ampliato da 4 a 11, nel dettaglio: tipo 1: un diciottenne di sesso maschile, con autovettura di 1.300 cc. alimentata a benzina, in classe Bonus-Malus di ingresso (C.U. 14), massimale minimo di legge; tipo 2:un quarantenne di sesso maschile, con autovettura di 1.300 cc. alimentata a benzina, in classe di massimo sconto Bonus-Malus (CU 1), massimale minimo di legge; tipo 3:un diciottenne di sesso maschile, con ciclomotore di 50 cc. alimentato a benzina, assicurato per la prima volta, Bonus-Malus C.U. 14, massimale minimo di legge; tipo 4: un diciottenne di sesso maschile, con motociclo di 250 cc. alimentato a benzina, assicurato la prima volta, Bonus-Malus C.U. 14, massimale minimo di legge; tipo 5:un diciottenne di sesso femminile, con autovettura di 1.300 cc. alimentata a benzina, in classe Bonus-Malus di ingresso (C.U. 14), massimale minimo di legge; tipo 6: un quarantenne di sesso femminile, con autovettura di 1.300 cc. alimentata a benzina, in classe Bonus Malus di massimo sconto (C.U. 1), massimale minimo di legge; tipo 7: un cinquantacinquenne di sesso maschile, con autovettura di 1.200 cc. alimentata a benzina, a guida estesa a minori di 26 anni, in classe Bonus-Malus di massimo sconto (C.U. 1), massimale minimo di legge; tipo 8: un cinquantacinquenne di sesso maschile, con autovettura alimentata a gasolio di 1.900 cc, a guida esclusiva, in classe Bonus-Malus di massimo sconto (C.U. 1), massimale minimo di legge; tipo 9: un diciottenne di sesso femminile, con ciclomotore di 50 cc. alimentato a benzina, in classe Bonus-Malus di ingresso (C.U. 14), massimale minimo di legge;tipo 10: un quarantenne di sesso maschile, con motociclo di 200 cc, alimentato a benzina, in classe Bonus-Malus di C.U. 4, massimale minimo di legge; tipo 11: un quarantenne di sesso femminile, con motociclo di 200 cc. alimentato a benzina, in classe Bonus-Malus di C.U. 4, massimale minimo di legge.

Il monitoraggio trimestrale effettuato dall’Autorità relativo alle tariffe R.C. auto su 21 province si è arricchito, a partire dall’indagine di aprile, di ulteriori sette profili, per tener conto delle mutate condizioni tecniche e sociali del mercato auto in Italia. In particolare: è stata ampliata l’indagine a tipologie di assicurati di sesso femminile, si è considerata l’importanza assunta dai veicoli alimentati a gasolio prevedendo un apposito profilo di assicurati, è stata considerata una tipologia di cinquantacinquenni assicurati che prevede anche la guida estesa a soggetti di età inferiore ai 26 anni (A causa delle politiche di prezzo elevatissime per i neopatentati, il numero degli assicurati diciottenni è andato assottigliandosi sempre più nel tempo, preferendo questi ultimi utilizzare l’auto di famiglia intestata al genitore. Per catturare questo fenomeno, tra le nuove tipologie di assicurati monitorati è stato introdotto un cinquantacinquenne con guida estesa ai minori di 26 anni di età).Si è, infine, considerato l’elevato utilizzo da parte di quarantenni di motocicli, principalmente nei centri urbani ad alta densità di traffico. Per i 7 nuovi profili è stata ricostruita la serie storica a partire dal 1° gennaio 2011.

Dall’analisi delle variazioni tariffarie verificatesi per i quattro profili già rilevati in passato nel biennio 1° aprile 2010 – 1° aprile 2012 emerge che i notevoli incrementi sia per i diciottenni in classe CU 14 (+13,4% per le autovetture, +11,1% per i ciclomotori e +24,4% per i motocicli), che per i quarantenni con autovettura in classe CU 1 con massimo sconto (+13,1%), si sono verificati in larga prevalenza nel primo anno (1° aprile 2010 – 1° aprile 2011): rispettivam ente: +11,9%, +9,2%, +22,3% e +9,6%. Nell’ultimo anno si è assistito ad un ritocco al rialzo di una situazione in realtà già consolidatasi in precedenza.

Con riferimento ai 7 nuovi profili, nel periodo 1° aprile 2011 – 1° aprile 2012 si è assistito ad un incremento delle relative tariffe medie, con aumenti che si attestano intorno ai 4 punti percentuali, con una punta del 7,1% per il profilo relativo al quarantenne di sesso maschile, con motociclo di 200 cc, in classe Bonus-Malus di C.U. 4, massimale minimo di legge (tipo 10). La tendenza al consolidamento si evidenzia anche nel primo trimestre 2012 (1° gennaio 2012 – 1° aprile 2012); gli incrementi più sensibili si registrano per i quarantenni con motociclo di 200 cc, in classe Bonus-Malus di C.U. 4 (+2,5% per gli assicurati di sesso maschile e +3,4% per quelli di sesso femminile). In relazione all’andamento tecnico, dopo un biennio (2008 – 2009) di forte deterioramento degli indicatori e dei saldi di ramo – che peraltro segue ad un quadriennio (2004 – 2007) il cui il medesimo ramo aveva generato profitti complessivi per oltre quattro miliardi – il comparto ha mostrato nel 2010 primi segnali di miglioramento, che si sono ripetuti nel 2011.

Nel 2011 si assiste da un lato alla prosecuzione del trend di incremento della raccolta (+5,2% rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente) e dall’altro ad un contenimento degli importi dei sinistri con seguito (pagati+riservati) della generazione corrente (-3% rispetto al 2010), in buona sostanza riconducibile alla significativa contrazione della frequenza dei sinistri. Con riferimento alla generazione dei sinistri corrente, il rapporto tra sinistri e premi è passato dall’83,5% del 2010 al 76,8% del 2011 mentre il combined ratio – sinistri+spese su premi – dal 102,3% al 95,3%. Il comparto continua, comunque, a registrare una perdita anche se più contenuta rispetto all’anno precedente (482 milioni nel 2011 rispetto a 744 milioni nel 2010), pur in presenza di un apporto della gestione finanziaria sostanzialmente dimezzato rispetto allo scorso esercizio (272 milioni nel 2011 rispetto a 496 milioni di euro nel 2010) e di un aumento dei costi di gestione.

In definitiva, ancora una volta il ritorno ad una situazione di equilibrio tecnico-economico si è fondato sull’azionamento da parte delle imprese della leva tariffaria, e non, come ci si dovrebbe attendere in un settore di estrema delicatezza in ragione della sua obbligatorietà e, conseguentemente, della sua diffusione presso la collettività, a seguito di ritorni di efficienza conseguenti ad investimenti su risorse umane e tecnologiche. Sotto quest’ultimo profilo, nonostante segnali di miglioramento la strada da percorrere è ancora lunga. Peraltro, come ricordato in premessa, è da stigmatizzare l’approccio delle imprese che nell’evidenziare una tendenza alla stabilizzazione dei prezzi, riconducono la stessa ad un fattore totalmente esogeno (congiunturale diminuzione del numero dei sinistri in connessione con la riduzione della circolazione per effetto del rincaro dei prezzi dei carburanti) e, guardando in prospettiva, “incassano” i positivi effetti delle nuove disposizioni in materia di microlesioni mentre si mostrano molto meno cooperative quando il concreto raggiungimento dell’obiettivo della riduzione dei costi implica una loro fattiva attività.

Come meglio evidenziato nel seguito, basti pensare al dibattito in materia di “scatola nera”; a fronte dell’introduzione per via legislativa di uno strumento che presenta notevoli potenzialità per il contrasto ai fenomeni fraudolenti nonché per una migliore tariffazione – con evidenti benefici in prospettiva sia per i consumatori sia per le imprese – la prima risposta è stata un acceso dibattito sulla ripartizione dei costi per la gestione dello strumento e un ricorso al giudice amministrativo contro l’interpretazione fornita dall’ISVAP sulla obbligatorietà di presentare anche questa tipologia di tariffa.

Fuori dal decreto in argomento, altro preoccupante segnale arriva dalle crescenti lamentele dei consumatori ed organismi di mediazione circa il sistematico rifiuto delle imprese di prendere parte ai tentativi di mediazione in materia r.c.auto, resi obbligatori dal marzo 2012; questo atteggiamento, oltre a vanificare l’effetto deflattivo del contenzioso voluto dal legislatore e danneggiare i consumatori, testimonia come le imprese non sembrino interessate a cogliere i benefici che possono loro derivare da una risoluzione stragiudiziale del contenzioso, in termini di riduzione dei costi dei risarcimenti e dei tempi di conclusione del processo di definizione dei sinistri.

2. Le misure del decreto “liberalizzazioni”: attività dell’ISVAP e ruolo delle imprese.

Proprio davanti a questa Commissione5 ho avuto modo di sottolineare che per contribuire fattivamente a risolvere le criticità del settore RCA occorre un’azione sistemica, nel senso che la definizione di un migliore quadro normativo e il grado di efficienza delle imprese nel loro concreto operare non possono che essere elementi complementari e imprescindibili.

E’ sulla base di tale assunto che l’Autorità ha ritenuto di concentrare la propria azione su entrambi i fronti. Da un lato, intensificando gli interventi di vigilanza e richiamando il mercato ad un ruolo proattivo nel recupero di efficienza nella fase cruciale della liquidazione dei sinistri; dall’altro, individuando gli ambiti di possibili interventi normativi per aggredire le criticità esterne.

Sotto il primo profilo vorrei richiamare brevemente i seguenti interventi:

  • conclusione delle quattordici istruttorie nei confronti di altrettante compagnie – e dei loro attuari incaricati – per sospetta elusione, attraverso la leva tariffaria, dell’obbligo a contrarre previsto dalla legge a carico delle imprese, con l’irrogazione di pesanti sanzioni, pari a 1 milione di euro per ciascuna compagnia;

  • indagini ordinarie e ad hoc sul tema cruciale del potenziamento ed efficientamento delle strutture preposte alla liquidazione dei sinistri r.c.auto e conseguente monitoraggio dell’attuazione dei relativi piani di intervento da parte delle imprese;

  • applicazione di sanzioni per ritardi e inefficienza nella liquidazione dei sinistri (85 % circa delle sanzioni applicate dall’ISVAP in materia r.c.auto), per un importo nel decorso esercizio di circa 24 milioni.

Sotto il secondo profilo, vorrei esaminare brevemente le diverse disposizioni del decreto liberalizzazioni, indicando le misure intraprese dall’ISVAP per garantirne la concreta applicazione, a beneficio dei consumatori, e lo “stato dei lavori” dei previsti provvedimenti regolamentari di competenza dell’Autorità. L’atteggiamento del mercato, purtroppo, come si è detto si è posto a difesa di alcune posizioni che certamente non corrispondono a quelle esigenze di apertura a beneficio dei consumatori voluta dalle norme.

L’ISVAP, con la lettera al mercato del 19 aprile 2012, ha inteso chiarire alcuni aspetti attuativi delle nuove norme di maggiore interesse per i consumatori. In particolare:

Polizze con “scatola nera”

– l’art. 32, comma 1, del decreto prevede che, nel caso in cui l’assicurato acconsenta all’installazione sul proprio veicolo della scatola nera o di dispositivi similari, le imprese devono applicare una riduzione significativa di premio e che i relativi costi sono a carico delle imprese. La disposizione mira a garantire agli assicurati “significativi” sconti sul premio e al sistema nel suo complesso effetti positivi in termini di riduzione dei costi dei risarcimenti, grazie al controllo rigoroso e “scientifico” della dinamica dei sinistri che la scatola nera è in grado di realizzare. L’ISVAP ha precisato che la disposizione comporta l’obbligatorietà per le imprese di offrire polizze con scatola nera, accanto a polizze “base”. Obbligo che sarà in vigore dopo l’emanazione del regolamento attuativo che l’ISVAP sta predisponendo insieme al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Autorità Garante della Privacy. La scorsa settimana è stata inviata al Ministero ed al Garante una bozza di articolato per pervenire quanto prima ad un testo condiviso che, come di consueto, sarà sottoposto ad una procedura di pubblica consultazione, che consentirà di approfondire, nel confronto con i soggetti interessati, i diversi profili applicativi.

Riduzione “automatica” del premio in assenza di sinistri

l’art. 34-bis dispone che, nell’ambito della formula tariffaria bonus-malus, la variazione in diminuzione del premio (bonus) si applica automaticamente, nella misura preventivamente quantificata in rapporto alla classe di appartenenza attribuita alla polizza ed esplicitamente indicata nel contratto. Il mancato rispetto della disposizione comporta l’applicazione, da parte dell’ISVAP, di una sanzione amministrativa da 1.000 a 50.000 euro.

L’ISVAP ha ritenuto che la disposizione, peraltro assistita da una sanzione specifica, garantisca al consumatore che non provoca sinistri, oltre a condizioni di maggiore trasparenza, benefici “concreti” in termini di riduzione del premio rispetto all’annualità precedente in assenza di sinistri. In sostanza, la norma mira a garantire al consumatore virtuoso di beneficiare effettivamente della riduzione di premio che l’impresa ha contrattualmente previsto l’anno precedente, senza che tale riduzione possa essere in tutto o in parte assorbita da aumenti tariffari. Le imprese, qualora il fabbisogno tariffario lo richieda, potranno rivisitare la tariffa l’anno successivo, comunicando tale eventualità al consumatore con un anno di anticipo.

L’ANIA ha immediatamente qualificato entrambe le interpretazioni come “illegittime”, adducendo che l’offerta di prodotti con “scatola nera” abbia per le imprese natura facoltativa e che la norma sulla diminuzione automatica del premio sia diretta unicamente ad aumentare la trasparenza dei contratti. Francamente, se così fosse – e sono convinto che così non è – la “montagna” scaturita dall’intenso impegno del Parlamento sul tema r.c.auto avrebbe davvero partorito il “topolino”! La conferma di tale atteggiamento negativo si è avuta quando, con la comunicazione del 5 giugno 20127, l’ISVAP è intervenuto presso le imprese per verificare lo stato di adeguamento a queste nuove disposizioni, chiedendo di conoscere lo stato di avanzamento del processo di definizione delle strategie, commerciali e di gestione dei sinistri, in vista della commercializzazione di polizze con scatola nera e le soluzioni operative adottate per il riconoscimento agli assicurati della riduzione automatica del premio in caso di assenza di sinistri. Ma tant’è: la maggior parte delle imprese operanti nel ramo r.c. auto hanno dichiarato di non avere dato attuazione alle due nuove norme e di aver presentato ricorso davanti al TAR avverso le indicazioni dell’Autorità. Il giudice amministrativo non ha rilevato gli estremi per concedere il provvedimento di sospensione cautelare sottolineando che “… il contenuto della nota gravata si pone in perfetta aderenzaletterale con il dato normativo presupposto”. Immancabile l’appello al Consiglio di Stato: proprio oggi, 31 luglio, si tiene la camera di consiglio.

Al di là degli esiti giurisdizionali della vicenda, appare francamente difficile comprendere quale sia la portata innovativa delle norme, considerato che per quanto riguarda la scatola nera, già oggi diverse imprese offrono ai consumatori polizze abbinate all’installazione del dispositivo a prezzi ridotti e che, per quanto riguarda la riduzione automatica del premio in assenza di sinistri, ciò che gli assicurati chiedono non è solo maggiore trasparenza ma che il bonus guadagnato per non aver provocato sinistri non sia travolto dall’aumento della tariffa nel frattempo deciso dall’impresa. La richiesta dell’Autorità al Parlamento è che le norme non vengano modificate per evitare di annullare gli effetti benefici per i consumatori.

Nuovi criteri di valutazione delle lesioni di lieve entità. Il fenomeno dei “colpi di frusta”.

Il decreto liberalizzazioni ha introdotto criteri più stringenti e rigorosi nella valutazione medico-legale delle lesioni di lieve entità per contrastare il fenomeno dei falsi “colpi di frusta” che costituiscono un costo improprio che grava sul sistema determinando ricadute in termini di incremento dei livelli tariffari. Nella lettera al mercato del 19 aprile l’Autorità ha fornito alle imprese indicazioni anche su tali aspetti, di rilevanza essenziale per una corretta valutazione dei sinistri r.c. auto. Si è ritenuto che dalla lettura combinata e sistematica dei due commi dell’art. 32 del d.l. si ricavi che soltanto il danno biologico permanente – cioè i postumi invalidanti conseguenti alla lesione – debba essere stato valutato dal medico legale attraverso un accertamento clinico strumentale obiettivo per poter dar luogo a risarcimento. Il danno biologico temporaneo, cioè i giorni di inabilità temporanea assoluta o relativa conseguenti all’evento lesivo, potrà invece essere accertato dal medico legale sia visivamente che strumentalmente. Con la comunicazione del 5 giugno, in sede di enforcement, l’ISVAP ha richiesto alle imprese di conoscere le iniziative adottate per uniformarsi ai nuovi criteri di valutazione del danno biologico, unitamente a copia delle circolari e delle direttive impartite alle strutture liquidative ed ai medici-legali fiduciari.

Delle 55 imprese, 32 hanno inviato circolari ai medici fiduciari e ai liquidatori con indicazioni conformi a quelle formulate dall’Autorità, 12 hanno diramato istruzioni non conformi, richiedendo anche per semplici invalidità temporanee costosi e complessi accertamenti diagnostici. Le altre imprese hanno diramato generiche linee guida alle sole strutture liquidative. Anche di fronte a norme che vanno nel senso voluto dall’industria assicurativa, le imprese riescono a darne un’applicazione che si spinge oltre, non tenendo in considerazione l’impatto sui consumatori. Sono in corso verifiche e interventi per ricondurre a conformità i comportamenti delle imprese.

Macrolesioni

Sempre in tema di danno biologico, si auspica – in questo specifico caso in sintonia con il mercato – la ripresa dell’iter legislativo per l’emanazione del D.P.R che completi la regolamentazione normativa con riguardo alle c.d. macrolesioni (lesioni di non lieve entità: 10-100% di invalidità permanente), che potrà portare apprezzabili benefici in termini di uniformità di valutazione, riduzione del contenzioso (giudiziario e stragiudiziario), stime più puntuali ed eque del costo dei sinistri.

Confronto delle tariffe e delle condizioni contrattuali. I tre preventivi r.c. Auto.

Per quanto riguarda la regolamentazione dell’obbligo di confronto dei tre preventivi r.c.auto, posto a carico degli intermediari, l’Autorità, il 10 luglio scorso, ha posto in pubblica consultazione lo schema di regolamento attuativo, facendo precedere a tale fase una serie di incontri con i rappresentanti dei soggetti maggiormente coinvolti nell’applicazione della nuova disciplina (agenti, broker, imprese, associazioni dei consumatori), con l’obiettivo di acquisire prime osservazioni e contributi per individuare – a fronte di una norma non chiara nella formulazione e negli intenti oltre che di complessa attuazione – le modalità operative più idonee a rendere concretamente applicabile ed utile per il consumatore il confronto delle tariffe.

Il 25 luglio si è conclusa la procedura di pubblica consultazione: sono pervenuti oltre 3.400 messaggi di posta elettronica, in assoluta maggioranza da parte di singoli intermediari di assicurazione che, in estrema sintesi, hanno criticato la norma a cui il Regolamento dovrebbe dare attuazione, sottolineando che essa non favorisce il consumatore nella scelta del prodotto più conveniente e maggiormente aderente alle proprie esigenze assicurative, ed introduce obblighi per gli intermediari non previsti in alcun altro settore produttivo o commerciale, con conseguente aggravio degli adempimenti a loro carico e forte incremento dei costi.

Avevo avuto modo di rappresentare davanti a questa Commissione che la norma presentava diversi profili di criticità. È stato fatto seguito con proposte emendative – volte anche ad un’apertura verso forme di collaborazione tra intermediari per stimolare, nell’ambito del mercato della distribuzione, le dinamiche concorrenziali – che non hanno trovato accoglimento. L’Autorità sta completando l’esame delle numerose osservazioni pervenute; ad esito di tale analisi valuterà l’opportunità di sottoporre all’attenzione di Parlamento e Governo spunti di riflessione per una possibile riformulazione della norma primaria ovvero di procedere ad una seconda fase di pubblica consultazione, per tener conto della mole delle osservazioni pervenute e dell’obiettiva fondatezza di molte di esse.

Risarcimento diretto

Il decreto, all’art. 29, prevede che i valori dei costi e delle eventuali franchigie sulla base dei quali vengono definite le compensazioni tra compagnie siano calcolati annualmente secondo un nuovo criterio che incentivi l’efficienza produttiva delle compagnie ed in particolare il controllo dei costi dei rimborsi e l’individuazione delle frodi, attribuendo all’ISVAP la definizione del nuovo criterio “incentivante” ed il compito di stabilire annualmente il limite alle compensazioni dovute. L’attuale criterio, basato sulla fissazione di un costo “forfetario” calcolato ogni anno sulla base del costo medio dei risarcimenti pagati nell’anno precedente, ha mostrato i suoi limiti.

La “certezza” di ottenere comunque un rimborso predefinito ha indotto alcuni comportamenti scarsamente proattivi da parte delle imprese: si pensi al fenomeno dei c.d. “sinistri fantasma”, sinistri mai accaduti, addebitati ad ignari consumatori e da questi disconosciuti, che le compagnie pagano sulla base di richieste di risarcimento e dichiarazioni testimoniali in odore di frode, senza svolgere controlli idonei a contrastare le frodi; in tali casi, comunque, la compagnia ha la certezza di recuperare il forfait e l’assicurato ignaro spesso non riesce ad evitare l’applicazione del “malus”. Si tratta di costi impropri scaricati sul sistema e destinati inevitabilmente a ripercuotersi sui livelli tariffari. L’ISVAP è di recente9 intervenuto su questo delicato tema imponendo alle imprese, da un lato, un più rigoroso e stringente sistema di controlli, dall’altro, di rimborsare all’assicurato il malus impropriamente applicato. Il nuovo criterio, alla cui individuazione l’Autorità sta lavorando attivamente, dovrà premiare le imprese che si dimostrano più efficienti nel gestire i sinistri e più attive nel combattere le frodi.

Contrasto ai fenomeni fraudolenti.

  • Obbligo di consultazione della Banca dati sinistri

L’Autorità esprime piena soddisfazione per l’accoglimento, in sede di conversione del decreto “Liberalizzazioni”, della proposta di introduzione di uno specifico obbligo per le imprese di consultazione della Banca dati sinistri nella fase di accertamento e liquidazione dei sinistri. Tale obbligo, unitamente alla previsione della sospensione dei termini per formulare l’offerta nel caso in cui dalla consultazione emergano sospetti di frode, potrà contribuire, ove adeguatamente supportato da comportamenti proattivi delle imprese, alla individuazione e repressione dei tentativi di frode nella fase di liquidazione dei danni, con effetti positivi sulla riduzione del costo dei sinistri e, di conseguenza, sui livelli tariffari.

  • Relazione antifrode

Funzionale al migliore esplicarsi dell’attività di vigilanza dell’ISVAP in ordine all’adeguatezza dell’organizzazione aziendale e dei sistemi di liquidazione dei sinistri rispetto all’obiettivo di prevenire e contrastare le frodi nel settore, è la previsione dell’obbligo per le imprese di trasmettere all’ISVAP con cadenza annuale una apposita relazione contenente dati quantitativi e qualitativi sul fenomeno. Il 25 luglio si è conclusa la pubblica consultazione sullo schema di Regolamento attuativo di tale disposizione che mira a definire il modello di relazione “antifrode”. L’Organo amministrativo di ciascuna impresa dovrà illustrare la policy aziendale rispetto all’attività di prevenzione e contrasto delle frodi e dovranno inoltre essere fornite informazioni circa il numero dei sinistri per i quali l’impresa ha ritenuto di svolgere approfondimenti in relazione al rischio frodi, il numero delle querele o denunce presentate all’Autorità giudiziaria, nonché l’esito dei conseguenti procedimenti penali. Il modello prevede inoltre che le imprese illustrino le misure adottate e le iniziative promosse con riferimento ad ogni singola fase del ciclo produttivo, dall’assunzione dei contratti, alla gestione e liquidazione dei sinistri. Si sta lavorando per la rapida emanazione del Regolamento definitivo.

In conclusione, dai rilevati comportamenti dell’ANIA si evince purtroppo che il settore ha reagito e sta reagendo ai provvedimenti di liberalizzazione e alla loro attuazione da parte dell’ISVAP in modo assolutamente non collaborativo ma anzi di opposizione assoluta.

Non ci si è, invece, ancora resi conto che è necessario investire, moltiplicare gli sforzi per conseguire il miglior utilizzo degli strumenti messi a disposizione dal legislatore e portare a livello di efficienza l’attività di liquidazione dei sinistri e di contrasto ai fenomeni fraudolenti, con duplice beneficio per i consumatori e per le imprese stesse.

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Nonostante i numeri non siano eccezionali, il ricorso ad un’assicurazione straniera per cercare di ridimensionare i costi delle polizze RC Auto è un fenomeno in crescita.

In un mercato libero, questa tendenza è legittima e potrebbe addirittura apportare dei benefici in termini di concorrenza e di bilanciamento dei prezzi. Eppure vi sono vari aspetti da tener presente, prima di affidarsi all’opzione RCA estera.

Innanzitutto bisogna considerare i motivi fondamentali di tale scelta, perché la ricerca di una polizza estera è impegnativa e quindi probabilmente uno sforzo meglio orientato sulle compagnie nazionali potrebbe rivelarsi altrettanto soddisfacente. Le ragioni economiche che puntano a sfuggire alla stretta fiscale, inoltre, è un dettaglio importante ma attenzione a porlo su una condizione primaria, se si vuole fare una scelta davvero oculata. Un ulteriore aspetto risiede anche nelle tematiche etiche e sociopolitiche di favorire una società assicuratrice estera sottraendo liquidità al mercato nazionale (ma qui l’interesse personale – o questioni subordinate a carattere economico che non possiamo affrontare qui – hanno molte chanches di prevalere). Anche in caso di un conveniente acquisto dell’auto all’estero, quello che conta non è il luogo di appartenenza della compagnia che stipula la polizza RCA ma il territorio di competenza.

Il punto fondamentale, infatti, che non può essere eluso e che richiede la massima accortezza, è la condizione di legalità della compagnia. Sapendo che non è difficile imbattersi in una compagnia falsa, affinché un’assicurazione estera sia affidabile deve essere autorizzata ad operare sul territorio italiano dall’Isvap (che sarà Ivass dal 2013). Al permesso rilasciato dall’istituto di vigilanza assicurativa, conseguono un adeguamento alle norme, alle condizioni vigenti ed ai massimali previsti in Italia, oltre ad un tariffario idoneo alle diverse condizioni che potranno essere applicate nelle diverse province. Le compagnie in regola più importanti sono note, ad esempio è molto frequente incontrare assicurati Allianz, Axa, Zurich, Helvetia, Nationale Suisse e Donau.

Se invece la compagnia estera non è abilitata, qualsiasi sia l’offerta assicurativa ed il costo del premio, la polizza non è valida. Anche giocare sulla residenza del contraente potrebbe portare alla conseguenza di una multa di oltre 3.000€ o alla confisca del veicolo, se non vi sono i requisiti legislativi minimi della compagnia straniera.

Quindi se le scelte cadono su una RCA estera raccomandiamo di avere la massima cautela e, soprattutto, di evitare le compagnie assicurative che elenchiamo, perché non sono incluse nella lista dell’Isvap:

  • ABL International Ltd Assicurazioni
  • Aalp autotempo
  • Albsig italia
  • Allstate insurance
  • Arcalis Assicurazioni
  • Aska Insurance
  • Ayala insurance mib
  • Axa belgium sa
  • Capital Assicurazioni Spa
  • Capital Insurance Services LLC
  • Cat Assicurazione
  • Clements global insurance solutions
  • Corona insurance
  • Daniel’s Insurance
  • Daniel’s European Group Limited
  • Decofin insurance
  • Dna insurance service ltd
  • Dna insurance
  • Egida
  • Fin planet s.p.a.
  • Fomo assicurazioni
  • Generali versicherung ag
  • Generalstar
  • Jeremy Burgess Assicurazioni
  • Haifa insurance
  • Hdi direkt versicherung ag
  • Icp – ocean transport insurance mutual
  • Insurance company euroins ad.
  • London General Insurance Company S.A
  • London & edimburgh insurance co. Ltd
  • Meraini assurances
  • Pamia Limited Assicurazioni
  • Saigon Insurance
  • Saigon European Group Limited
  • Scozia insurance
  • S.C. Asirom Vienna Insurance Group S.A.
  • S.c. Carpatica asig S.A.
  • S.c. De asigurare-reasigurare astra S.A.
  • S.c. Euroins romania asigurare reasigurare S.A.
  • Skandia insurance
  • Soyer & mamet agency finance insurance of bruxelles in europe
  • Swisslife – assurances de biens
  • Yesinsurance services limited
  • http://www.assicurazionecat.hostoi.com

Prima di trarre un bilancio conclusivo dell’anno in corso, vediamo quali novità sono in via di definizione per il 2013. Di alcune novità avevamo già anticipato i possibili sviluppi (l’abolizione delle province, l’esclusione della clausola tacito rinnovo e il rimborso diretto), ma il 2013 potrebbe portare anche altre novità molto interessanti.

Innanzitutto la costituzione di un nuovo organo di vigilanza che sostituirà le attività dell’attuale Isvap, incorporando anche le mansioni della Covip sulla vigilanza sul risparmio gestito: si tratta dell’Ivass, istituto della vigilanza assicurativa che dipenderà direttamente dalla Banca d’Italia.

L’ambito operativo riguardo alle frodi e alle truffe, finora svolto con puntualità sotto la direzione di Giancarlo Giannini, potrebbe essere destinato all’Agenzia Antifrode, che dovrebbe essere attivata entro il 2013. Anche l’Ania (Associazione Nazionale Imprese Assicurative) – tramite le parole del presidente Minnucci – concorda sull’importanza di avere un organo pubblico finanziato dalle compagnie di settore e dotato di poteri investigativi.

Per l’RC Auto, si tratta di ipotesi particolarmente incisive sia nel rapporto tra le compagnie assicurative, sia per l’efficacia nella ricerca delle false assicurazioni e delle truffe sui sinistri. L’Ivass sarà l’organo di riferimento per interloquire sulle azioni comuni che le società assicurative intraprenderanno, mentre l’azione specifica antifrode verrà affidata ad un organo esclusivamente concentrato su questi obiettivi. Sono entrambi temi che lasciano ampi spiragli per una gestione corretta ed un miglioramento sul piano economico, perché l’incremento delle tariffe RCA negli ultimi 15 anni risulta attualmente insostenibile. Il problema degli indennizzi gonfiati o truffaldini rende necessario un impegno mirato ed efficace, perché costituisce la causa primaria dell’alto costo delle polizze.

Sperando che la collaborazione tra le istituzioni e le compagnie dia buoni frutti, i passi successivi porterebbero all’introduzione di alcune soluzioni tecniche che per il momento sono in fase di discussione: il tagliando elettronico (che può essere verificato da apparecchiature come l’autovelox grazie all’impianto digitale) e l’installazione di serie della scatola nera (che rileva i dati sui movimenti della vettura e rende impossibile la falsificazione dei sinistri).

Le finalità, dunque, sono apprezzabili ma ad una condizione: che non pesino ulteriormente sulle tasche degli assicurati.

Concludiamo, infine, con l’ultima sezione delle statistiche su premi Rca e sinistri, riportando i dati provenienti dalle province e regioni del Sud Italia.

RAMO R.C. AUTOVEICOLI TERRESTRI

PORTAFOGLIO DIRETTO ITALIANO

DISTRIBUZIONE REGIONALE E PROVINCIALE DEI PREMI E DEI SINISTRI ANNO 2010

Province e Regioni Sud Premi

in migliaia di €

Numero di sinistri Importo sinistri

in migliaia di €

CASERTA 215.888 35.746 164.565
BENEVENTO 82.328 14.131 64.359
NAPOLI 749.666 154.898 589.561
AVELLINO 103.590 16.730 80.346
SALERNO 272.367 47.587 224.394
CAMPANIA 1.423.839 269.092 1.123.225
FOGGIA 145.509 22.999 128.022
BARI 366.984 68.477 273.073
TARANTO 151.815 26.582 142.533
BRINDISI 100.997 17.717 86.106
LECCE 212.969 35.816 171.293
BARLETTA-ANDRIA-TRANI 77.520 10.930 42.931
PUGLIA 1.055.794 182.521 843.958
POTENZA 92.071 16.749 69.311
MATERA 50.958 8.873 38.317
BASILICATA 143.029 25.622 107.628
COSENZA 162.752 26.425 110.960
CATANZARO 99.863 16.905 95.484
REGGIO CALABRIA 141.666 21.473 99.805
CROTONE 37.776 5.246 37.649
VIBO VALENTIA 36.620 6.346 27.944
CALABRIA 478.677 76.395 371.842
TRAPANI 102.608 23.927 70.470
PALERMO 293.312 61.027 200.530
MESSINA 173.140 31.468 126.891
AGRIGENTO 100.113 21.343 88.730
CALTANISSETTA 54.156 11.993 53.804
ENNA 35.292 7.030 25.608
CATANIA 286.816 57.802 229.093
RAGUSA 81.745 17.796 65.918
SIRACUSA 102.132 21.434 73.148
SICILIA 1.229.314 253.820 934.192
SASSARI 107.140 19.683 78.243
NUORO 42.361 8.758 35.633
ORISTANO 35.542 6.004 19.748
CAGLIARI 162.871 35.164 131.131
OLBIA TEMPIO 42.203 5.402 19.161
OGLIASTRA 11.216 2.248 8.464
MEDIO CAMPIDANO 14.773 2.581 10.898
CARBONIA IGLESIAS 23.275 4.215 13.427
SARDEGNA 439.381 84.055 316.705

Totale

Sud Italia

4.770.034

Premi in migliaia di €

891.505

Numero di sinistri

3.697.550

Importo sinistri in migliaia di €

Procediamo con le tabelle degli studi statistici dell’Isvap in riferimento ai dati dei premi raccolti, dei sinistri avvenuti e gli indennizzi pagati dalle compagnie assicurative nelle province del Centro Italia.

RAMO R.C. AUTOVEICOLI TERRESTRI

PORTAFOGLIO DIRETTO ITALIANO

DISTRIBUZIONE REGIONALE E PROVINCIALE DEI PREMI E DEI SINISTRI ANNO 2010

Province e Regioni Centro Premi in migliaia di € Numero di sinistri Importo sinistri in migliaia di €
MASSA CARRARA 64.706 11.100 54.247
LUCCA 161.169 29.828 128.037
PISTOIA 100.818 17.658 84.398
FIRENZE 335.470 61.365 255.217
LIVORNO 98.614 17.959 76.782
PISA 136.302 22.264 103.546
AREZZO 124.809 21.480 93.520
SIENA 81.399 14.197 47.874
GROSSETO 70.618 11.829 51.781
PRATO 89.871 17.063 76.113
TOSCANA 1.263.776 224.743 971.515
PERUGIA 194.058 32.733 122.257
TERNI 67.924 12.369 59.681
UMBRIA 261.982 45.102 181.938
PESARO-URBINO 108.264 16.659 87.448
ANCONA 150.484 24.560 116.212
MACERATA 102.720 16.086 78.966
ASCOLI PICENO 72.828 13.816 61.103
FERMO 35.231 4.018 19.107
MARCHE 469.527 75.139 362.836
VITERBO 87.550 16.150 62.929
RIETI 42.268 8.410 32.520
ROMA 1.395.674 279.338 1.060.294
LATINA 182.998 30.121 153.681
FROSINONE 141.669 26.249 115.700
LAZIO 1.850.159 360.268 1.425.124
L’AQUILA 80.052 16.303 68.293
TERAMO 76.474 12.912 53.784
PESCARA 96.546 17.310 72.003
CHIETI 98.379 18.021 81.208
ABRUZZI 351.451 64.546 275.288
CAMPOBASSO 52.135 10.530 38.262
ISERNIA 21.754 3.674 18.147
MOLISE 73.889 14.204 56.409

Totale

Centro Italia

4.270.784

Premi in migliaia di €

784.002

Numero di sinistri

3.273.110

Importo sinistri in migliaia di €

Pubblichiamo le tabelle relative alle statistiche dei sinistri, rilevate dall’Isvap in riferimento all’anno 2010. Tra qualche mese saranno pubblicate anche quelle inerenti all’ultimo periodo, ma con il nuovo riassetto delle province ormai in fase di approvazione, può essere significativo evidenziare le differenze tra i dati di ogni provincia così come sono allo stato attuale. Per comodità di analisi e visualizzazione gli studi statistici saranno suddivisi in tre parti: oggi vedremo i rilevamenti del Nord, nei giorni successivi quelli del Centro e del Sud Italia.

RAMO R.C. AUTOVEICOLI TERRESTRI

PORTAFOGLIO DIRETTO ITALIANO

DISTRIBUZIONE REGIONALE E PROVINCIALE DEI PREMI E DEI SINISTRI ANNO 2010

Province e Regioni Nord Premi in migliaia di € Numero di sinistri Importo sinistri in migliaia di €
TORINO 673.658 143.458 539.234
VERCELLI 50.334 8.765 33.776
NOVARA 80.414 14.208 44.818
CUNEO 160.138 30.008 132.759
ASTI 52.553 10.979 34.750
ALESSANDRIA 120.382 22.497 78.460
BIELLA 39.632 7.824 22.639
VERBANO C.O. 35.082 6.366 18.638
PIEMONTE 1.212.193 244.105 905.074
VALLE D’AOSTA 32.812 6.251 18.336
VARESE 251.897 42.870 149.840
COMO 147.195 25.627 90.839
SONDRIO 49.722 7.366 34.567
MILANO 1.092.427 238.320 886.657
BERGAMO 301.218 46.350 169.669
BRESCIA 348.806 54.676 195.404
PAVIA 137.805 23.148 91.846
CREMONA 93.682 13.782 60.375
MANTOVA 103.599 15.649 67.016
LECCO 96.140 15.452 51.964
LODI 49.017 6.965 29.220
MONZA E BRIANZA 159.784 27.357 89.719
LOMBARDIA 2.831.292 517.562 1.917.116
BOLZANO 110.673 18.235 63.236
TRENTO 134.445 22.070 82.496
TRENTINO ALTO ADIGE 245.118 40.305 145.732
VERONA 261.233 39.865 165.856
VICENZA 220.478 33.306 134.468
BELLUNO 50.657 7.489 33.165
TREVISO 246.757 34.529 180.254
VENEZIA 204.320 28.532 14.7528
PADOVA 288.448 41.962 20.3427
ROVIGO 62.298 8.415 51.563
VENETO 1.334.191 194.098 916.261
UDINE 133.693 19.847 83.461
PORDENONE 69.039 10.059 46.203
GORIZIA 29.215 4.293 18.081
TRIESTE 67.824 11.168 45.836
FRIULI VENEZIA GIULIA 299.771 45.367 193.581
IMPERIA 55.906 11.445 30.609
SAVONA 79.944 15.550 44.622
GENOVA 265.551 58.361 184.088
LA SPEZIA 66.321 11.428 47.764
LIGURIA 467.722 96.784 307.083
PIACENZA 82.801 13.451 53.876
PARMA 130.088 21.426 86.338
REGGIO EMILIA 160.806 25.411 116.339
MODENA 213.338 34.434 139.035
BOLOGNA 320.929 50.966 234.975
FERRARA 106.930 14.313 74.165
RAVENNA 128.127 18.042 98.544
FORLI 131.926 18.437 79.309
RIMINI 104.252 17.949 80.220
EMILIA ROMAGNA 1.379.197 214.429 962.801

Totale Nord Italia

7.802.296

Premi in migliaia di €

841.339

Numero di sinistri

5.365.984

Importo sinistri in migliaia di €

In molte occasioni, alla scadenza della polizza assicurativa, prevale l’idea di una difficoltà oggettiva nel trovare una Rca più conveniente di quella proposta dalla compagnia di appartenenza o dall’assicuratore di tanti anni. Il confronto, invece, è la chiave giusta per trovare l’offerta più conveniente. Se non avete tempo o non vi interessa approfondire i meccanismi e i parametri di copertura, l’alternativa è chiederci una consulenza per un preventivo, gratuito e corredato di tutte le spiegazioni che occorreranno. Come abbiamo ribadito più volte, i preventivatori online possono essere un buon passo iniziale, eppure vi sono insidie e margini di comprensione che vanno molto al di là dell’immissione di pochi dati, mentre ulteriori procedimenti possono migliorare le condizioni assicurative ed il risparmio.

Se la rinuncia a questi minimi sforzi non predomina, avrete davanti ai vostri occhi vari preventivi (con diversi premi), ma come procedere per cambiare compagnia?

Innanzitutto occhio ai tempi! Assicurazioni telefoniche ed online a parte (cioè per queste non esiste la disdetta), le compagnie di assicurazione tradizionali possono esercitare il tacito rinnovo, quindi procedono ad una nuova annualità senza la conferma dell’assicurato. E dai dati statistici, la dimenticanza della scadenza o la noncuranza dell’assicurato gioca un ruolo fondamentale nei rinnovi, perché a giochi fatti è molto complicato rimediare.

Per recedere dal contratto bisogna inviare una lettera di disdetta – indicando il numero di polizza, il modello del veicolo ed il numero di targa – esplicitando così la volontà di non continuare l’assicurazione. Questa possibilità di interruzione della polizza ha validità sia alla scadenza sia durante il periodo contrattuale, come definito dalle disposizioni dell’art. 5 (contenuto nella Legge 40 del 2007, meglio nota come Legge Bersani), che attesta: per la tutela del consumatore e per favorire lo sviluppo della concorrenza, l’assicurato può recedere da qualsiasi contratto stipulato annualmente, senza l’obbligo di sanzioni o oneri, rispettando un preavviso minimo di 15 giorni.

Per coloro che sono in ritardo su queste tempistiche e non accettano il fatto compiuto, c’è una ulteriore possibile via d’uscita. Entro la scadenza – quindi anche meno dei 15 giorni – si può recedere inviando la disdetta se, nonostante l’assenza di sinistri, il premio proposto al rinnovo è maggiore del tasso d’inflazione programmato dal Governo. Quindi le condizioni particolarmente sfavorevoli non possono essere difese in alcun modo dalle agenzie, almeno dal punto di vista legale. A volte, purtroppo, capita di trovarsi di fronte ad atteggiamenti scorretti come ad esempio il mancato o ritardato rilascio dell’attestato di rischio, documento indispensabile per formulare un nuovo preventivo ed una nuova polizza presso un’altra compagnia.

È bene ricordare che la compagnia assicurativa è obbligata per legge a rilasciare l’attestato di rischio 30 giorni prima della scadenza della polizza. Alle richieste dei clienti (meglio con raccomandata a/r), le compagnie di assicurazioni devono recapitare l’attestato di rischio entro 15 giorni, in ottemperanza al regolamento Isvap 4/2006 – e l’inosservanza potrebbe costare alla compagnia una multa che va da 1.500 € a 4.500 €.

In ogni caso non lasciatevi scoraggiare dalle problematiche e dagli ostacoli che si interpongono nel percorso di una nuova scelta o di un cambio radicale, e rivolgetevi a noi per ogni aiuto o necessità di assistenza.

L’abolizione di alcune province (quelle con meno di 350mila abitanti o meno estese di 2500 km quadrati) viene introdotta con lo scopo di diminuire le spese del settore pubblico e vedremo nei fatti concreti se non inciderà negativamente sull’organizzazione quotidiana della vita dei cittadini interessati al cambiamento.

Cosa cambierà riguardo alla RC Auto?

Il riassetto prevede anche l’introduzione di 50 città metropolitane, cioè verranno inglobate in tali aree anche i comuni limitrofi, presupponendo che i legami commerciali, lavorativi e soprattutto di viabilità, indurranno le compagnie assicurative a considerare le zone limitrofe dei grandi centri urbani assimilabili dal punto di vista della rischiosità. E dunque dei costi.

È necessario, da parte degli utenti, riconsiderare più che mai i parametri comparativi tra i calcoli tariffari che le società d’assicurazione offriranno, cercando di trarre profitto dalla differenziazione delle opzioni proposte dalle diverse assicurazioni. Come di consueto è lecito presupporre che dal web possano sorgere le occasioni migliori per risparmiare, ma non tralasciate il consiglio di usufruire di consulenze (gratuite, come la nostra) per effettuare l’acquisto migliore.

Le 10 macro-aree metropolitane riguardano le città di Roma, Milano, Venezia, Genova, Torino, Firenze, Bologna, Bari, Napoli, e Reggio Calabria. La forte frequenza di sinistri di alcune province, in particolar modo al sud, potrebbe aggravare le condizioni già sfavorevoli per gli assicurati. Ma i ritocchi potrebbero gravare su tutte le polizze stipulabili nel territorio esteso dei grandi centri urbani, soprattutto se l’Isvap (o il nuovo Ivass) non sarà in grado di vigilare e frenare i rincari previsti a partire dal 2013.