Probabilmente vi sarà capitato di vedere sempre più spesso delle auto con targa straniera circolare sulle strade delle nostre città. Ovviamente non ci riferiamo alle rappresentanze diplomatiche né ai turisti che pensano di godere dei panorami e delle bellezze nazionali affrontando il viaggio in auto (dati numerici che, invece, vedremmo ben volentieri in crescita). Il fenomeno riguarda, purtroppo, una deriva delle truffe assicurative e fiscali che sta assumendo proporzioni già preoccupanti, dato che il ricorso alla targa estera è un escamotage per sfruttare parametri economici di altri stati ed aggirare il problema dei costi della RCA, del fisco e delle multe.

Pur considerando la classica adozione dei sistemi ai limiti dell’illegalità un’abitudine usuale tra i nostri connazionali, questo particolare metodo di elusione delle tariffe nazionali RCA ha dei risvolti fraudolenti abbastanza pericolosi. Tuttavia anziché registrare un’attenuazione dei casi, molte persone decidono di affrontare dei rischi pur di risparmiare.

Il tema è d’attualità già da qualche tempo, ed inizialmente riguardava soprattutto le società o i possessori di auto di lusso o di grossa cilindrata, che optavano per un noleggio estero dell’auto invece di far figurare l’acquisto, per ovvi motivi di natura fiscale. Il fenomeno si è poi allargato a macchia d’olio, quando ci si è resi conto che l’immatricolazione delle vetture all’estero, non solo può tutelare da accertamenti fiscali e dal pagamento di bollo, di assicurazione e di tasse di circolazione. Avere la targa estera garantisce l’immunità dalle multe e dalle sanzioni, poiché le amministrazioni comunali rinunciano all’inoltro delle notifiche di infrazioni e non affrontano l’impresa di perseguire i multati “fuori dai confini” per gli alti costi che comporta la ricerca.

E così, nonostante la collezione di multe, anche i punti della patente sono al sicuro. Ma se sfuggire alle conseguenze di autovelox e telecamere è quasi agevole, i trasgressori che hanno la tendenza a ripetersi con frequenza, rischiano di subire un processo penale per truffa aggravata e per insolvenza fraudolenta.

L’ultima novità è stata resa di pubblico dominio da un’inchiesta del giornale bulgaro “24 chasa”, che ha riportato le procedure che solitamente coinvolgono i nostri connazionali nella ricerca di auto e assicurazioni in Bulgaria. Le leggi italiane, per scoraggiare tali pratiche, si limitano a richiedere l’obbligo di registrare il veicolo acquistato all’estero entro un anno in Italia, ma poi basta un prestanome per continuare ad avere un’assicurazione RCA a poco più di 100-150€ all’anno.

Un’ulteriore problema, poi, potrebbe risultare in caso di sinistro, poiché avere a che fare con una compagnia straniera in queste condizioni lascia spazio a diverse incognite. Insomma, oltre al rischio penale per i conducenti italiani con targa estera, la situazione è aggravata dall’ingiusta disparità nel comportamento su strada e nelle conseguenze di infrazioni. Non è difficile immaginare che i furbi della targa estera siano oggetto di attenzioni particolari da parte dell’Agenzia Antifrode che dovrebbe nascere nel 2013.

Annunci

Nonostante i numeri non siano eccezionali, il ricorso ad un’assicurazione straniera per cercare di ridimensionare i costi delle polizze RC Auto è un fenomeno in crescita.

In un mercato libero, questa tendenza è legittima e potrebbe addirittura apportare dei benefici in termini di concorrenza e di bilanciamento dei prezzi. Eppure vi sono vari aspetti da tener presente, prima di affidarsi all’opzione RCA estera.

Innanzitutto bisogna considerare i motivi fondamentali di tale scelta, perché la ricerca di una polizza estera è impegnativa e quindi probabilmente uno sforzo meglio orientato sulle compagnie nazionali potrebbe rivelarsi altrettanto soddisfacente. Le ragioni economiche che puntano a sfuggire alla stretta fiscale, inoltre, è un dettaglio importante ma attenzione a porlo su una condizione primaria, se si vuole fare una scelta davvero oculata. Un ulteriore aspetto risiede anche nelle tematiche etiche e sociopolitiche di favorire una società assicuratrice estera sottraendo liquidità al mercato nazionale (ma qui l’interesse personale – o questioni subordinate a carattere economico che non possiamo affrontare qui – hanno molte chanches di prevalere). Anche in caso di un conveniente acquisto dell’auto all’estero, quello che conta non è il luogo di appartenenza della compagnia che stipula la polizza RCA ma il territorio di competenza.

Il punto fondamentale, infatti, che non può essere eluso e che richiede la massima accortezza, è la condizione di legalità della compagnia. Sapendo che non è difficile imbattersi in una compagnia falsa, affinché un’assicurazione estera sia affidabile deve essere autorizzata ad operare sul territorio italiano dall’Isvap (che sarà Ivass dal 2013). Al permesso rilasciato dall’istituto di vigilanza assicurativa, conseguono un adeguamento alle norme, alle condizioni vigenti ed ai massimali previsti in Italia, oltre ad un tariffario idoneo alle diverse condizioni che potranno essere applicate nelle diverse province. Le compagnie in regola più importanti sono note, ad esempio è molto frequente incontrare assicurati Allianz, Axa, Zurich, Helvetia, Nationale Suisse e Donau.

Se invece la compagnia estera non è abilitata, qualsiasi sia l’offerta assicurativa ed il costo del premio, la polizza non è valida. Anche giocare sulla residenza del contraente potrebbe portare alla conseguenza di una multa di oltre 3.000€ o alla confisca del veicolo, se non vi sono i requisiti legislativi minimi della compagnia straniera.

Quindi se le scelte cadono su una RCA estera raccomandiamo di avere la massima cautela e, soprattutto, di evitare le compagnie assicurative che elenchiamo, perché non sono incluse nella lista dell’Isvap:

  • ABL International Ltd Assicurazioni
  • Aalp autotempo
  • Albsig italia
  • Allstate insurance
  • Arcalis Assicurazioni
  • Aska Insurance
  • Ayala insurance mib
  • Axa belgium sa
  • Capital Assicurazioni Spa
  • Capital Insurance Services LLC
  • Cat Assicurazione
  • Clements global insurance solutions
  • Corona insurance
  • Daniel’s Insurance
  • Daniel’s European Group Limited
  • Decofin insurance
  • Dna insurance service ltd
  • Dna insurance
  • Egida
  • Fin planet s.p.a.
  • Fomo assicurazioni
  • Generali versicherung ag
  • Generalstar
  • Jeremy Burgess Assicurazioni
  • Haifa insurance
  • Hdi direkt versicherung ag
  • Icp – ocean transport insurance mutual
  • Insurance company euroins ad.
  • London General Insurance Company S.A
  • London & edimburgh insurance co. Ltd
  • Meraini assurances
  • Pamia Limited Assicurazioni
  • Saigon Insurance
  • Saigon European Group Limited
  • Scozia insurance
  • S.C. Asirom Vienna Insurance Group S.A.
  • S.c. Carpatica asig S.A.
  • S.c. De asigurare-reasigurare astra S.A.
  • S.c. Euroins romania asigurare reasigurare S.A.
  • Skandia insurance
  • Soyer & mamet agency finance insurance of bruxelles in europe
  • Swisslife – assurances de biens
  • Yesinsurance services limited
  • http://www.assicurazionecat.hostoi.com

Prima di trarre un bilancio conclusivo dell’anno in corso, vediamo quali novità sono in via di definizione per il 2013. Di alcune novità avevamo già anticipato i possibili sviluppi (l’abolizione delle province, l’esclusione della clausola tacito rinnovo e il rimborso diretto), ma il 2013 potrebbe portare anche altre novità molto interessanti.

Innanzitutto la costituzione di un nuovo organo di vigilanza che sostituirà le attività dell’attuale Isvap, incorporando anche le mansioni della Covip sulla vigilanza sul risparmio gestito: si tratta dell’Ivass, istituto della vigilanza assicurativa che dipenderà direttamente dalla Banca d’Italia.

L’ambito operativo riguardo alle frodi e alle truffe, finora svolto con puntualità sotto la direzione di Giancarlo Giannini, potrebbe essere destinato all’Agenzia Antifrode, che dovrebbe essere attivata entro il 2013. Anche l’Ania (Associazione Nazionale Imprese Assicurative) – tramite le parole del presidente Minnucci – concorda sull’importanza di avere un organo pubblico finanziato dalle compagnie di settore e dotato di poteri investigativi.

Per l’RC Auto, si tratta di ipotesi particolarmente incisive sia nel rapporto tra le compagnie assicurative, sia per l’efficacia nella ricerca delle false assicurazioni e delle truffe sui sinistri. L’Ivass sarà l’organo di riferimento per interloquire sulle azioni comuni che le società assicurative intraprenderanno, mentre l’azione specifica antifrode verrà affidata ad un organo esclusivamente concentrato su questi obiettivi. Sono entrambi temi che lasciano ampi spiragli per una gestione corretta ed un miglioramento sul piano economico, perché l’incremento delle tariffe RCA negli ultimi 15 anni risulta attualmente insostenibile. Il problema degli indennizzi gonfiati o truffaldini rende necessario un impegno mirato ed efficace, perché costituisce la causa primaria dell’alto costo delle polizze.

Sperando che la collaborazione tra le istituzioni e le compagnie dia buoni frutti, i passi successivi porterebbero all’introduzione di alcune soluzioni tecniche che per il momento sono in fase di discussione: il tagliando elettronico (che può essere verificato da apparecchiature come l’autovelox grazie all’impianto digitale) e l’installazione di serie della scatola nera (che rileva i dati sui movimenti della vettura e rende impossibile la falsificazione dei sinistri).

Le finalità, dunque, sono apprezzabili ma ad una condizione: che non pesino ulteriormente sulle tasche degli assicurati.

Una tendenza che è andata affermandosi con costante crescita negli ultimi anni, è l’alternativa all’acquisto di un auto, ossia il leasing. Con questa pratica non si è proprietari del veicolo ma locatari, quindi sussistono varie ragioni di natura fiscale per preferire il leasing all’acquisto, soprattutto per auto di grossa cilindrata o dai costi più impegnativi.

Il leasing, tuttavia, è un contratto non ancora perfettamente delineato nei termini di legge, per cui è circoscrivibile alle tipologie contrattuali atipiche. Ad ogni modo, per spiegare di cosa si tratta, riguarda un accordo commerciale tra il locatore (soggetto proprietario) ed il locatario (soggetto utilizzatore del bene), secondo il quale si acquisisce il diritto di usufruire del veicolo corrispondendo un canone periodico – di solito mensile, oltre a conferire una quota maggiore alla prima rata (maxicanone). Se in una fase successiva l’utilizzatore dovesse optare per il riscatto dell’auto, ha la possibilità di completare l’acquisto e diventarne effettivo proprietario.

Sappiamo che la classe di merito universale CU è riferita al proprietario del veicolo, cosa succede allora in caso di leasing?

L’utilizzatore dell’auto si ritrova nelle condizioni di contraente della polizza (e tuttalpiù conducente) ma il dato della proprietà resta comunque decisivo per il conferimento della classe di appartenenza. L’incertezza legislativa rende applicabili varie soluzioni, quindi le varie compagnie assicurative regolano il leasing adottando diverse misure, ad esempio riconoscendo il locatario come detentore di classe di merito o formulando tariffe apposite per questa tipologia di proprietà anomala. Anche se molte compagnie equiparano il locatario al proprietario non c’è uniformità di trattamento, per cui raccomandiamo massima attenzione alle esclusioni di copertura contenute nelle note informative dei contratti RCA. L’auspicio maggiore è quello di un intervento governativo per colmare i vuoti di legge nell’ambito del leasing, ma un accordo tra le varie compagnie pare ancora difficile visti i diversi modi di affrontare la questione.

L’unica certezza concerne l’applicazione del decreto Bersani nel caso di acquisto di un auto da parte dello stesso soggetto o di un familiare; nell’ipotesi della compagnia assicurative che equipara il locatore al proprietario, il solo fattore da tenere in considerazione è lo status giuridico, cioè deve trattarsi di persona fisica e non giuridica (escludendo quindi società ed aziende).

Concludiamo, infine, con l’ultima sezione delle statistiche su premi Rca e sinistri, riportando i dati provenienti dalle province e regioni del Sud Italia.

RAMO R.C. AUTOVEICOLI TERRESTRI

PORTAFOGLIO DIRETTO ITALIANO

DISTRIBUZIONE REGIONALE E PROVINCIALE DEI PREMI E DEI SINISTRI ANNO 2010

Province e Regioni Sud Premi

in migliaia di €

Numero di sinistri Importo sinistri

in migliaia di €

CASERTA 215.888 35.746 164.565
BENEVENTO 82.328 14.131 64.359
NAPOLI 749.666 154.898 589.561
AVELLINO 103.590 16.730 80.346
SALERNO 272.367 47.587 224.394
CAMPANIA 1.423.839 269.092 1.123.225
FOGGIA 145.509 22.999 128.022
BARI 366.984 68.477 273.073
TARANTO 151.815 26.582 142.533
BRINDISI 100.997 17.717 86.106
LECCE 212.969 35.816 171.293
BARLETTA-ANDRIA-TRANI 77.520 10.930 42.931
PUGLIA 1.055.794 182.521 843.958
POTENZA 92.071 16.749 69.311
MATERA 50.958 8.873 38.317
BASILICATA 143.029 25.622 107.628
COSENZA 162.752 26.425 110.960
CATANZARO 99.863 16.905 95.484
REGGIO CALABRIA 141.666 21.473 99.805
CROTONE 37.776 5.246 37.649
VIBO VALENTIA 36.620 6.346 27.944
CALABRIA 478.677 76.395 371.842
TRAPANI 102.608 23.927 70.470
PALERMO 293.312 61.027 200.530
MESSINA 173.140 31.468 126.891
AGRIGENTO 100.113 21.343 88.730
CALTANISSETTA 54.156 11.993 53.804
ENNA 35.292 7.030 25.608
CATANIA 286.816 57.802 229.093
RAGUSA 81.745 17.796 65.918
SIRACUSA 102.132 21.434 73.148
SICILIA 1.229.314 253.820 934.192
SASSARI 107.140 19.683 78.243
NUORO 42.361 8.758 35.633
ORISTANO 35.542 6.004 19.748
CAGLIARI 162.871 35.164 131.131
OLBIA TEMPIO 42.203 5.402 19.161
OGLIASTRA 11.216 2.248 8.464
MEDIO CAMPIDANO 14.773 2.581 10.898
CARBONIA IGLESIAS 23.275 4.215 13.427
SARDEGNA 439.381 84.055 316.705

Totale

Sud Italia

4.770.034

Premi in migliaia di €

891.505

Numero di sinistri

3.697.550

Importo sinistri in migliaia di €

Procediamo con le tabelle degli studi statistici dell’Isvap in riferimento ai dati dei premi raccolti, dei sinistri avvenuti e gli indennizzi pagati dalle compagnie assicurative nelle province del Centro Italia.

RAMO R.C. AUTOVEICOLI TERRESTRI

PORTAFOGLIO DIRETTO ITALIANO

DISTRIBUZIONE REGIONALE E PROVINCIALE DEI PREMI E DEI SINISTRI ANNO 2010

Province e Regioni Centro Premi in migliaia di € Numero di sinistri Importo sinistri in migliaia di €
MASSA CARRARA 64.706 11.100 54.247
LUCCA 161.169 29.828 128.037
PISTOIA 100.818 17.658 84.398
FIRENZE 335.470 61.365 255.217
LIVORNO 98.614 17.959 76.782
PISA 136.302 22.264 103.546
AREZZO 124.809 21.480 93.520
SIENA 81.399 14.197 47.874
GROSSETO 70.618 11.829 51.781
PRATO 89.871 17.063 76.113
TOSCANA 1.263.776 224.743 971.515
PERUGIA 194.058 32.733 122.257
TERNI 67.924 12.369 59.681
UMBRIA 261.982 45.102 181.938
PESARO-URBINO 108.264 16.659 87.448
ANCONA 150.484 24.560 116.212
MACERATA 102.720 16.086 78.966
ASCOLI PICENO 72.828 13.816 61.103
FERMO 35.231 4.018 19.107
MARCHE 469.527 75.139 362.836
VITERBO 87.550 16.150 62.929
RIETI 42.268 8.410 32.520
ROMA 1.395.674 279.338 1.060.294
LATINA 182.998 30.121 153.681
FROSINONE 141.669 26.249 115.700
LAZIO 1.850.159 360.268 1.425.124
L’AQUILA 80.052 16.303 68.293
TERAMO 76.474 12.912 53.784
PESCARA 96.546 17.310 72.003
CHIETI 98.379 18.021 81.208
ABRUZZI 351.451 64.546 275.288
CAMPOBASSO 52.135 10.530 38.262
ISERNIA 21.754 3.674 18.147
MOLISE 73.889 14.204 56.409

Totale

Centro Italia

4.270.784

Premi in migliaia di €

784.002

Numero di sinistri

3.273.110

Importo sinistri in migliaia di €

Pubblichiamo le tabelle relative alle statistiche dei sinistri, rilevate dall’Isvap in riferimento all’anno 2010. Tra qualche mese saranno pubblicate anche quelle inerenti all’ultimo periodo, ma con il nuovo riassetto delle province ormai in fase di approvazione, può essere significativo evidenziare le differenze tra i dati di ogni provincia così come sono allo stato attuale. Per comodità di analisi e visualizzazione gli studi statistici saranno suddivisi in tre parti: oggi vedremo i rilevamenti del Nord, nei giorni successivi quelli del Centro e del Sud Italia.

RAMO R.C. AUTOVEICOLI TERRESTRI

PORTAFOGLIO DIRETTO ITALIANO

DISTRIBUZIONE REGIONALE E PROVINCIALE DEI PREMI E DEI SINISTRI ANNO 2010

Province e Regioni Nord Premi in migliaia di € Numero di sinistri Importo sinistri in migliaia di €
TORINO 673.658 143.458 539.234
VERCELLI 50.334 8.765 33.776
NOVARA 80.414 14.208 44.818
CUNEO 160.138 30.008 132.759
ASTI 52.553 10.979 34.750
ALESSANDRIA 120.382 22.497 78.460
BIELLA 39.632 7.824 22.639
VERBANO C.O. 35.082 6.366 18.638
PIEMONTE 1.212.193 244.105 905.074
VALLE D’AOSTA 32.812 6.251 18.336
VARESE 251.897 42.870 149.840
COMO 147.195 25.627 90.839
SONDRIO 49.722 7.366 34.567
MILANO 1.092.427 238.320 886.657
BERGAMO 301.218 46.350 169.669
BRESCIA 348.806 54.676 195.404
PAVIA 137.805 23.148 91.846
CREMONA 93.682 13.782 60.375
MANTOVA 103.599 15.649 67.016
LECCO 96.140 15.452 51.964
LODI 49.017 6.965 29.220
MONZA E BRIANZA 159.784 27.357 89.719
LOMBARDIA 2.831.292 517.562 1.917.116
BOLZANO 110.673 18.235 63.236
TRENTO 134.445 22.070 82.496
TRENTINO ALTO ADIGE 245.118 40.305 145.732
VERONA 261.233 39.865 165.856
VICENZA 220.478 33.306 134.468
BELLUNO 50.657 7.489 33.165
TREVISO 246.757 34.529 180.254
VENEZIA 204.320 28.532 14.7528
PADOVA 288.448 41.962 20.3427
ROVIGO 62.298 8.415 51.563
VENETO 1.334.191 194.098 916.261
UDINE 133.693 19.847 83.461
PORDENONE 69.039 10.059 46.203
GORIZIA 29.215 4.293 18.081
TRIESTE 67.824 11.168 45.836
FRIULI VENEZIA GIULIA 299.771 45.367 193.581
IMPERIA 55.906 11.445 30.609
SAVONA 79.944 15.550 44.622
GENOVA 265.551 58.361 184.088
LA SPEZIA 66.321 11.428 47.764
LIGURIA 467.722 96.784 307.083
PIACENZA 82.801 13.451 53.876
PARMA 130.088 21.426 86.338
REGGIO EMILIA 160.806 25.411 116.339
MODENA 213.338 34.434 139.035
BOLOGNA 320.929 50.966 234.975
FERRARA 106.930 14.313 74.165
RAVENNA 128.127 18.042 98.544
FORLI 131.926 18.437 79.309
RIMINI 104.252 17.949 80.220
EMILIA ROMAGNA 1.379.197 214.429 962.801

Totale Nord Italia

7.802.296

Premi in migliaia di €

841.339

Numero di sinistri

5.365.984

Importo sinistri in migliaia di €

Innanzitutto è bene sapere che cos’è la franchigia, che sinteticamente può essere definita come l’importo fisso che rimane a carico dell’assicurato nell’eventualità di un sinistro con colpa. Questo importo fisso viene specificato in fase precontrattuale con la finalità di ricevere uno sconto sul costo della polizza, dato che la compagnia assicurativa garantisce ugualmente la copertura RCA fino al massimale previsto (minimo 5 milioni di € da quest’anno), ma il cliente accetta di pagare una parte dell’ipotetica liquidazione di un danno provocato con un incidente.

La cifra viene fissata su espressa indicazione del cliente e parte da un minimo di 150€. Se, ad esempio, l’assicurato ha una franchigia da 300€ e con un tamponamento produce un danno di 2.000€, la compagnia liquiderà il danno per intero per poi rivalersi sul cliente in modo da recuperare l’importo della franchigia stabilita nel contratto della polizza RCA, quindi chiederà – in questo caso – il pagamento di una quietanza di 300€.

La convenienza della franchigia è valutabile, nei singoli casi, dalla quantità di sconto che si riesce ad ottenere, perché varia sensibilmente in base alle condizioni dell’assicurato e dai criteri delle diverse compagnie. In linea generale è un’opzione che non trova unanime condivisione, dato che la compartecipazione al rischio stabilisce un ipotetico pagamento per l’assicurato, mentre il senso di avere una copertura assicurativa RCA va nella direzione di una tutela in caso di danno già tradotta nel corrispettivo di un premio. C’è da considerare, però, che l’obbligatorietà della polizza prevede l’intervento della compagnia assicurativa per garantire legalità nella circolazione stradale e rimborsi su eventuali sinistri anche moto gravi, quindi una cifra bassa di poche centinaia di euro possono rappresentare un buon compromesso se il contenimento dei costi è efficace.

In fondo si tratta di confidare sull’attenzione e la correttezza di guida ed assumersi una piccola parte di responsabilità se dovesse capitare un inconveniente imprevedibile, mentre vedersi ridurre i costi RCA è un obiettivo raggiungibile con certezza.

La nuova disposizione è stata introdotta con l’Art. 170-bis del decreto legge del 18 ottobre 2012, variando il codice delle assicurazioni private per quanto riguarda il rinnovo delle polizze RCA. Dunque a partire dal 1 gennaio 2013, tutte le compagnie si allineano alle procedure già adottate dalle assicurazioni telefoniche ed online, in modo da uniformare la materia del tacito rinnovo dei contratti assicurativi, che alla scadenza nel corso del prossimo anno sarà escluso. Non ci saranno più i 15 giorni di copertura e la polizza scadrà inesorabilmente alla cadenza annuale, senza proroghe e nessuna scusante per i ritardatari.

L’abolizione della clausola di tacito rinnovo vale per tutti i veicoli a motore ed i natanti soggetti al contratto obbligatorio della responsabilità civile, facendo decadere la precedente regola del silenzio-assenso. Dal 2013 ogni rinnovo di polizza avrà bisogno dell’esplicito consenso dell’assicurato, mentre per il cambio di compagnia non sarà più necessario l’invio della disdetta con raccomandata.

Questo allentamento dei vincoli verso la propria compagnia assicurativa dovrebbe portare ad una maggiore concorrenza e quindi ad un abbassamento dei costi per i contratti RC. D’altro canto, però, sarà molto importante evitare di giungere a ridosso della scadenza senza aver già predisposto l’ipotesi di una nuova polizza, perché i controlli delle forze dell’ordine – se dovessero accertare la mancanza di copertura – determinerebbero il sequestro del veicolo ed una multa da un minimo di 779€ fino a 3119€.

Un’evidenza statistica molto chiara, pone alcuni dubbi sulla rilevazione dell’alea di rischio nelle polizze Rca, specificamente per i cittadini stranieri, che si trovano ad affrontare maggiori costi rispetto agli italiani.

Tra i fattori umani che influenzano i parametri economici della Rca, ci sono dati che si appoggiano a calcoli statistici, anche se talvolta rimangono legati a fattori che richiamano più ad un opinione che ad un risultato di calcolo, e quindi sono passibili di forte critica. È ovvio che qualsiasi dettaglio può essere oggetto di statistica, eppure per le compagnie di assicurazione alcune variabili vengono amplificate da pregiudizi oltre che dalla realtà dei fatti. Le discriminanti più importanti nella costruzione di una polizza assicurativa, sono la provincia di residenza, l’età, il sesso d’appartenenza e l’etnia d’origine.

Proprio riguardo agli extracomunitari, si aggiunge una ulteriore misura aggravante motivata forse da una scarsa fiducia o dal fatto di potersi rivalere economicamente con più difficoltà rispetto ad un ipotetica necessità analoga per un cittadino italiano. In ogni caso ne risulta un atteggiamento ai limiti della legittimazione legale, come conferma il Testo Unico sull’Immigrazione all’Art. 43, che vieta esplicitamente di impostare il trattamento economico su basi etniche o di nazionalità. Leggiamo infatti «compie un atto di discriminazione chiunque imponga condizioni più svantaggiose o si rifiuti di fornire beni o servizi offerti al pubblico ad uno straniero soltanto a causa della sua condizione di straniero, o di appartenente ad una determinata razza, religione, etnia o nazionalità».

Nel caso in cui i cittadini stranieri acquisiscano la cittadinanza italiana, – con uguali parametri d’assunzione – vedrebbero di colpo migliorare le condizioni economiche delle tariffazioni Rca, a dimostrazione di una palese incongruenza nelle valutazioni che le compagnie di assicurazioni potrebbero applicare.

Dunque rimane determinante la capacità di negoziazione, per la quale potete contare sulle vostre forze oppure affidarvi alle consulenze e convenzioni RCAiUTO, avvantaggiate dal fatto che le agenzie plurimandatarie possono avvalersi di un campo d’azione più ampio per le transazioni e aprire trattative con molte compagnie assicurative contemporaneamente.

Uno dei provvedimenti del ministero dello Sviluppo Economico riguarda la liquidazione del risarcimento dei danni subiti in un incidente automobilistico. La soluzione studiata da Ania, Isvap e Associazione dei consumatori, si presenta come una procedura che intende accelerare e semplificare i tempi e le pratiche di risarcimento Rca.

Si tratta del risarcimento diretto, esteso a tutte le compagnie assicuratrici e non più facoltativo tra le varie opzioni operative delle assicurazioni. Dunque il danneggiato chiede direttamente alla propria compagnia il rimborso dei danni. Poi quest’ultima attenderà il pagamento da parte della società che ha assicurato il responsabile del sinistro.

Evidenziamo subito il campo d’azione della disposizione, che riguarda solo ed esclusivamente le constatazioni amichevoli ed i sinistri per i quali vi è certezza nelle colpe e nella dinamica (pensiamo ad esempio alla presenza della scatola nera sulla vettura).

Condividendo il proposito di uno snellimento burocratico, ci permettiamo di sollevare anche alcune piccole perplessità. Se è la propria compagnia a dover indennizzare l’assicurato, tale pratica potrebbe accentuare il fenomeno della disdetta di clienti “virtuosi” che, appartenendo a categorie interne molto vantaggiose (immaginiamo un automobilista in classe universale 1 da quindici anni che dal cambio di compagnia sarebbe sfavorito), sono molto poco appetibili come soggetti da tutelare e risarcire in caso di danni fisici – molto onerosi. Peggio ancora se sono possessori di auto costose o di lusso. Un’altra questione riguarda la definizione del calcolo concreto da applicare al riconoscimento dei danni subiti. Inoltre il risarcimento diretto potrebbe far incrementare le pratiche fraudolente, molto facilmente relazionabili alla certezza dell’indennizzo.

L’approvazione del provvedimento, dunque, potrebbe non essere definitiva e la vecchia voce del «chi rompe paga» (ossia la compagnia di controparte) comincia già a farsi sentire più forte.

Potrebbe sembrare un discorso banale, tuttavia l’imponente numero di veicoli che circolano senza copertura assicurativa (con l’aggiunta delle coperture false o contraffatte) rende l’idea della ricorrenza di atteggiamenti rischiosi o di mancate attenzioni degli utenti, che potrebbero rammaricarsi severamente delle loro irregolarità.

Tralasciando per il momento le ipotesi fraudolente (si stimano oltre 3 milioni di veicoli sprovvisti di tagliando), anche le dimenticanze hanno la loro importanza. Vediamo, quindi, quali sono le conseguenze che potrebbero verificarsi oltre la scadenza della polizza assicurativa.

Nel caso in cui la compagnia di riferimento applichi la clausola del tacito rinnovo (escludiamo subito quelle telefoniche ed online), la copertura mantiene la sua validità effettiva fino alle ore 24 del 15esimo giorno successivo alla data indicata sul contrassegno, limite massimo per eventuali richieste di risarcimenti alla propria assicurazione. Non oltre. Dopo il periodo di tolleranza, se si è colpevoli di un sinistro bisognerà rispondere dei danni attingendo al proprio patrimonio – mentre se si subisce un sinistro il danneggiato è tutelato in ogni caso dal risarcimento della compagnia di controparte. Queste disposizioni, che sono valide attualmente, saranno abolite dal 2013 insieme al decadimento della clausola di tacito rinnovo, quindi tutte le compagnie si uniformeranno alle assicurazioni telefoniche ed online. (+ info qui)

Inoltre, la circolazione con una vettura che espone un tagliando Rca già scaduto (rimane anche qui il riferimento dei 15 giorni per le polizze con tacito rinnovo), espone ad un altro rischio: quello di una multa salata. Come prevede l’Art. 193 del Codice della Strada, chiunque circoli senza la copertura assicurativa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da € 779 fino a € 3.119 ed il mancato pagamento della multa porta alla confisca del veicolo.

In attesa che venga definito un provvedimento che argini le problematiche dei tagliandi falsificati o irregolari – si parla di un tagliando elettronico rilevabile da apparecchiature che affiancherebbero gli autovelox, ma l’introduzione è ancora sotto studio – i controlli delle forze dell’ordine sono molto spesso mirati ad accertare la validità dei documenti assicurativi.

Allora occhio alle scadenze per non imbattersi in seccature e, comunque, tenete presente che muoversi in anticipo è la maniera migliore per confrontare, valutare e scegliere la polizza Rca più conveniente.

In molte occasioni, alla scadenza della polizza assicurativa, prevale l’idea di una difficoltà oggettiva nel trovare una Rca più conveniente di quella proposta dalla compagnia di appartenenza o dall’assicuratore di tanti anni. Il confronto, invece, è la chiave giusta per trovare l’offerta più conveniente. Se non avete tempo o non vi interessa approfondire i meccanismi e i parametri di copertura, l’alternativa è chiederci una consulenza per un preventivo, gratuito e corredato di tutte le spiegazioni che occorreranno. Come abbiamo ribadito più volte, i preventivatori online possono essere un buon passo iniziale, eppure vi sono insidie e margini di comprensione che vanno molto al di là dell’immissione di pochi dati, mentre ulteriori procedimenti possono migliorare le condizioni assicurative ed il risparmio.

Se la rinuncia a questi minimi sforzi non predomina, avrete davanti ai vostri occhi vari preventivi (con diversi premi), ma come procedere per cambiare compagnia?

Innanzitutto occhio ai tempi! Assicurazioni telefoniche ed online a parte (cioè per queste non esiste la disdetta), le compagnie di assicurazione tradizionali possono esercitare il tacito rinnovo, quindi procedono ad una nuova annualità senza la conferma dell’assicurato. E dai dati statistici, la dimenticanza della scadenza o la noncuranza dell’assicurato gioca un ruolo fondamentale nei rinnovi, perché a giochi fatti è molto complicato rimediare.

Per recedere dal contratto bisogna inviare una lettera di disdetta – indicando il numero di polizza, il modello del veicolo ed il numero di targa – esplicitando così la volontà di non continuare l’assicurazione. Questa possibilità di interruzione della polizza ha validità sia alla scadenza sia durante il periodo contrattuale, come definito dalle disposizioni dell’art. 5 (contenuto nella Legge 40 del 2007, meglio nota come Legge Bersani), che attesta: per la tutela del consumatore e per favorire lo sviluppo della concorrenza, l’assicurato può recedere da qualsiasi contratto stipulato annualmente, senza l’obbligo di sanzioni o oneri, rispettando un preavviso minimo di 15 giorni.

Per coloro che sono in ritardo su queste tempistiche e non accettano il fatto compiuto, c’è una ulteriore possibile via d’uscita. Entro la scadenza – quindi anche meno dei 15 giorni – si può recedere inviando la disdetta se, nonostante l’assenza di sinistri, il premio proposto al rinnovo è maggiore del tasso d’inflazione programmato dal Governo. Quindi le condizioni particolarmente sfavorevoli non possono essere difese in alcun modo dalle agenzie, almeno dal punto di vista legale. A volte, purtroppo, capita di trovarsi di fronte ad atteggiamenti scorretti come ad esempio il mancato o ritardato rilascio dell’attestato di rischio, documento indispensabile per formulare un nuovo preventivo ed una nuova polizza presso un’altra compagnia.

È bene ricordare che la compagnia assicurativa è obbligata per legge a rilasciare l’attestato di rischio 30 giorni prima della scadenza della polizza. Alle richieste dei clienti (meglio con raccomandata a/r), le compagnie di assicurazioni devono recapitare l’attestato di rischio entro 15 giorni, in ottemperanza al regolamento Isvap 4/2006 – e l’inosservanza potrebbe costare alla compagnia una multa che va da 1.500 € a 4.500 €.

In ogni caso non lasciatevi scoraggiare dalle problematiche e dagli ostacoli che si interpongono nel percorso di una nuova scelta o di un cambio radicale, e rivolgetevi a noi per ogni aiuto o necessità di assistenza.

Con l’arrivo dell’autunno e delle giornate grigie, nelle maggiori città aumenta l’utilizzo delle minicar, dato che questi veicoli riescono a proteggere meglio dal freddo e dalla pioggia, rispetto a scooter e ciclomotori, pur conservando le caratteristiche dei mezzi di spostamento più maneggevoli e leggeri. La circolazione sulle minicar è particolarmente gradita ai più giovani, desiderosi di avere un primo approccio verso la guida “stile auto” ed è comunque avvantaggiata nel traffico cittadino intenso, dove non sono necessarie prestazioni potenti di cilindrate medio-alte.

Se l’aspetto estetico può trarre in inganno, in realtà le minicar sono dei ciclomotori, sebbene dispongano di motori normalmente più potenti rispetto al classico “cinquantino” a due ruote. Le categorie di guidatori (giovani e minorenni, o in misura minore pensionati), unitamente alla tipologia di veicolo (classificato come ciclomotore), rendono le minicar un prodotto che incontra molte difficoltà in materia assicurativa.

L’equivoco più frequente è quello della richiesta di applicazione del decreto Bersani, che i proprietari ingenuamente sollecitano dopo l’acquisto di una minicar, ma è un’ipotesi che non trova fondamento posto che l’evidenza è ben riportata sul libretto del veicolo. Non è un’auto, non è equiparabile a motociclo o motocarro, quindi non si può attribuire la Classe Universale di un altro mezzo in possesso.

Da queste premesse è facile dedurre che i costi della Rca subiscono degli incrementi fortemente penalizzanti, riducendo il campo d’azione verso il risparmio sulle coperture. Il web, stavolta, è davvero poco efficace, basti tener presente che spesso le minicar non sono neanche contemplate nei menù a tendina o tra i veicoli da scegliere, oppure non è possibile inserire il modello da assicurare. Dunque i preventivatori online non forniscono alcuna risorsa alternativa.

Ecco un chiaro esempio di un ambito nel quale le agenzie plurimandatarie riescono a fornire il servizio di consulenza più conveniente nel panorama assicurativo tra web e agenzie territoriali, sia dal punto di vista dell’assistenza che nella determinazione dei preventivi più economici.

In questi anni di recessione economica, la tendenza a razionalizzare le risorse economiche a disposizione di ogni cittadino si riversa nel comparto auto. Oltre al flop clamoroso nella produzione dei veicoli, c’è un altro aspetto meno valutato ma sempre più frequente: lo stop forzato di quasi 4 milioni di automobili all’anno (circa il 12% del totale).

Questa scelta indesiderata ma indispensabile nella ricerca di contenimento dei costi, è causata dagli elevati costi di gestione del mezzo. In particolar modo pesa l’importo sempre crescente della Rca.

Dunque i tagli alla spesa delle famiglie incidono negativamente sul mercato assicurativo, già condizionato dal forte calo delle immatricolazioni di autoveicoli nuovi e penalizzato dalla circolazione di oltre 3 milioni di auto prive di regolare polizza assicurativa.

In una situazione di forti criticità come questa, le compagnie sembrano mostrare una sorta di staticità in attesa che la situazione volga al meglio, mentre gli assicurati manifestano malumori legittimi, anche se accompagnati da una certa pigrizia che li induce ad accettare lo status quo oppure a tenere l’auto definitivamente parcheggiata in uno spazio privato.

Naturalmente alcuni spiragli sono sempre presenti ed è necessario studiare i dettagli contenuti nei fascicoli informativi delle varie compagnie di assicurazione (chilometraggio, promozioni particolari sul conducente o sulla marca della vettura, convenzioni commerciali con enti o per professione, sospendibilità, ecc.). La comparazione, allora, è un metodo essenziale per affrontare una ricerca che vuole essere puntuale e vantaggiosa, ma il minimo sforzo dell’utilizzo dei preventivatori online non è sufficiente. Servizi di intermediazione e di consulenza come il nostro, permettono di risparmiare tempo e soprattutto abbattere i costi senza dover rinunciare all’auto.

A voi la scelta.