Le stime dell’anno appena concluso ci dicono che 1milione e 400mila assicurati vedranno peggiorare la classe di merito, in seguito all’applicazione del malus come conseguenza di un sinistro provocato con colpa.

Gli incidenti, comunque, sono numericamente in calo (meno 8,7% rispetto al 2011) e così pure l’entità dei risarcimenti danni. Eppure questi dati non sembrano intervenire favorevolmente sul peso delle tariffe Rca, mentre invece determinano senza dubbio un aumento degli introiti a favore delle compagnie assicurative, che si fregiano di un utile tecnico di 742 milioni di euro nel comparto Rc nel primo semestre del 2012.

Il guadagno trova una evidente origine nella differenza tra i premi raccolti (con gli incrementi sui costi sostenuti dagli assicurati) e l’esborso dei risarcimenti in netta diminuzione, visto il minore utilizzo di auto e moto generato dalla crisi economica e dal riflesso sui minori consumi da parte dei cittadini. Meno auto in circolazione, meno chilometri e meno incidenti, ma affari migliori per le assicurazioni.

Ulteriori fattori che rendono chiara una situazione di profitto per le compagnie assicurative pur considerando un mercato meno dinamico, sono i dati relativi ai luoghi e alle categorie che tendenzialmente si espongono di più alle denunce dei sinistri. Si tratta della regione Toscana, che si attesta come il territorio con più sinistri notificati alle compagnie (il 5% del totale) e, per quanto riguarda la tipologia di assicurati, dei pensionati, che ricorrono con più facilità all’utilizzo dell’assicurazione in caso di sinistro. È nella logica delle cose che per entrambe le rilevazioni (luogo geografico e categoria di assicurati) i dati quantitativi derivano dalla minore incidenza sugli esborsi delle compagnie: la Toscana, infatti, non è certamente la regione più costosa per i risarcimenti, mentre i pensionati sono più propensi a perdere una classe dopo tanti anni di posizioni virtuose anche i caso di piccoli incidenti.

La stella cometa del 2013, quindi, traccia una via luminosa per le compagnie assicurative, che incrementano gli introiti anche nel settore danni della Rc Auto. Il 2012, che doveva essere un anno di transizione, ha in realtà portato buoni benefici e molte novità gestionali e tecniche, eppure la bilancia continua a pendere da una parte sola. Restano irrisolti alcuni nodi fondamentali (riformare il bersani? – il tagliando elettronico? – la tariffa unica nazionale? – l’agenzia antifrode? – la libera collaborazione tra intermediari? – il plurimandato? Ecc…) ma visti i maggiori margini di profitto per le compagnie, sarebbe il caso di provare a progettare qualche investimento per affrontare la risoluzione di problemi atavici e una efficace formulazione delle tariffe e dei costi assicurativi.

Buon 2013 a tutti.

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Negli articoli precedenti abbiamo sottolineato i maggiori elementi di perplessità dei provvedimenti approvati, mentre adesso affrontiamo il testo del documento del Decreto sviluppo che regola le novità adottate in materia assicurativa.

Il decreto-legge n°179bis del 18 ottobre 2012 (che si presentava sotto la denominazione di “misure urgenti per la crescita del Paese”), è stato convertito in legge dopo aver subito delle modificazioni. Infatti il passaggio e l’approvazione della Camera hanno determinato, dopo il voto di fiducia, la sostituzione integrale del decreto con un maxiemendamento che contiene esclusivamente le misure che andranno in vigore (chi è interessato può leggerlo qui). Estraendo alcuni punti più interessanti dal testo, possiamo apprendere:

  • Al fine di favorire il superamento dell’attuale segmentazione del mercato assicurativo ed accrescere il grado di libertà dei diversi operatori, gli intermediari assicurativi di cui al comma 2, lettere a), b), d), dell’articolo 109 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, nonché quelli inseriti nell’elenco annesso al registro degli intermediari medesimi ex articolo 33, comma 2 del regolamento ISVAP n. 5/06, possono adottare forme di collaborazione reciproca nello svolgimento della propria attività anche mediante l’utilizzo dei rispettivi mandati. Detta collaborazione è consentita sia tra intermediari iscritti nella medesima sezione del registro o nell’elenco a questo annesso, sia tra di loro reciprocamente, a condizione che al cliente sia fornita, con le modalità e forme previste nel Codice delle assicurazioni private e sui regolamenti attuativi, una corretta e completa informativa in relazione al fatto che l’attività di intermediazione viene svolta in collaborazione tra più intermediari, nonché l’indicazione dell’esatta identità, della sezione di appartenenza e del ruolo svolto dai medesimi nell’ambito della forma di collaborazione adottata. L’IVASS vigila sulla corretta applicazione del presente articolo e può adottare disposizioni attuative anche al fine di garantire adeguata informativa ai consumatori.
  • Gli intermediari assicurativi che svolgono attività di intermediazione in collaborazione tra di loro ai sensi del comma 10 rispondono in solido per gli eventuali danni sofferti dal cliente a cagione dello svolgimento di tale attività, salve le reciproche rivalse nei loro rapporti interni.
  • A decorrere dal 1o gennaio 2013, le clausole fra mandatario e impresa assicuratrice incompatibili con le previsioni del comma 10 sono nulle per violazione di norma imperativa di legge e si considerano non apposte. L’IVASS vigila ed adotta eventuali direttive per l’applicazione della norma e per garantire adeguata informativa ai consumatori.
  • Anche al fine di incentivare lo sviluppo delle forme di collaborazione di cui ai commi precedenti e di fornire impulso alla concorrenza attraverso l’eliminazione di ostacoli di carattere tecnologico, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l’IVASS, sentite l’ANIA e le principali associazioni rappresentative degli intermediari assicurativi, dovrà definire standard tecnici uniformi ai fini di una piattaforma di interfaccia comune per la gestione e conclusione dei contratti assicurativi, anche con riferimento alle attività di preventivazione, monitoraggio e valutazione.

Le novità, dunque, da tener presente riguardano innanzitutto l’Ivass, al quale viene assegnato il ruolo di prevenzione contro le frodi assicurative. L’ente che va a sostituire l’Isvap avrà la gestione della banca dati sui sinistri, a partire dall’analisi fino alla valutazione delle proposte operative che le compagnia assicurative effettueranno. È necessario evidenziare che tutte le segnalazioni ed i risultati dovranno essere resi pubblici, inoltre almeno una volta all’anno dovrà essere presentata una relazione alla commissione parlamentare competente.

All’ivass spetta anche di definire, entro 90 giorni, nuove misure di semplificazione delle procedure burocratiche, attraverso lo snellimento delle pratiche, la riduzione del cartaceo e l’incremento delle comunicazioni digitali tra imprese, intermediari e clienti (pagamenti compresi).

Un altro punto che interessa gli assicurati, è l’aggiornamento del Codice delle Assicurazioni riguardo ai sinistri, poiché nel modello di denuncia dovrà essere indicato il luogo, il giorno e l’orario che affermano la disponibilità ad una ispezione per l’accertamento dei danni. Il veicolo danneggiato, inoltre, verrà tenuto a disposizione per 5 giorni lavorativi (e non più 2) dopo il ricevimento della richiesta di risarcimento.

Un giudizio sul decreto-legge non può che essere parziale o di ottimismo con cautela, dato che la conversione in legge ne ha ridotto l’azione e l’efficacia, ma ciò è in gran parte dovuto ai tempi ristretti di discussione che le istituzioni governative hanno avuto a disposizione, data l’imminente fine della operatività istituzionale. È opportuno un rinvio per una analisi più razionale, soprattutto confidando nella concretezza dell’Ivass, che verrà presto verificata a brevissimo termine. Un nostro auspicio sarebbe anche quello di un maggiore coinvolgimento degli assicurati (magari con le associazioni di consumatori o di categoria) per intraprendere un cammino più condiviso, che non estremizzi l’opposizione compagnie assicurative versus clienti.

Tra le proposte innovatrici degli ultimi anni, l’adozione del sistema satellitare di rilevamento rappresenta una novità dalle potenzialità interessanti, che proveremo ad analizzare negli aspetti positivi ed annotare qualche elemento sfavorevole.

La cosiddetta “scatola nera” ha un’affinità strumentale con le apparecchiature degli aerei per la registrazione dei dati sugli spostamenti, che deriva da un’intuizione ingegneristica di Pierluigi La Torre successivamente perfezionata dall’australiano David Warren. Sulle auto viene suggerita ed installata dalle compagnie assicurative, con la finalità di avere dei dati certi sulle dinamiche dei movimenti della vettura in caso di sinistro o di furto.

I rilevamenti sono fondati su un sistema GPS di trasmissione, che rende sempre disponibile il dato della localizzazione del veicolo, evidenziando sia la posizione che la strada di percorrenza. Le informazioni relative alla velocità, all’accelerazione ed eventuali variazioni improvvise, vengono raccolte – attraverso un modem – sui server della compagnia assicurative di riferimento, che quindi può disporre dei dati nelle ricostruzioni degli incidenti. È meglio precisare, per i paladini della privacy, che tali operazioni sono essenzialmente telematiche, per cui nessuno materialmente controlla gli spostamenti ed i luoghi raggiunti, mentre solo nel caso di eventi indesiderati o sinistrosi avviene una verifica. Ad ogni modo, un’applicazione molto utile consiste nella funzione di agevolare i soccorsi e l’assistenza se necessari, e questo aspetto offre delle garanzie di sicurezza importanti.

I vantaggi, quindi, possono essere sia individuali che collettivi, dato che la registrazione delle informazioni tecniche possono costituire un mezzo efficace per contrastare le truffe. Nel decreto delle Liberalizzazioni, infatti, viene indicato come un fattore determinante per il ridimensionamento delle tariffe RCA, proprio perché premia il conducente virtuoso con una scontistica immediata sulla polizza e contemporaneamente tutela le compagnie e la cittadinanza dai riflessi negativi delle frodi assicurative. È importante anche ribadire che i costi di installazione, gestione e disinstallazione sono competenze a carico dell’assicurazione, per cui dal punto di vista economico è sempre avvantaggiato il cliente che sottoscrive una polizza con la scatola nera.

Dunque:

  • Il risparmio sulle tariffe RCA (e sulle altre garanzie come furto/incendio), maggiore sicurezza o rintracciabilità del veicolo in caso di furto e rapidità dei soccorsi, rappresentano i vantaggi più evidenti per l’assicurato.

  • L’accertamento delle responsabilità e la definizione esatta per quantificare anche eventuali concorsi di colpa, la lotta alle truffe e i riscontri sulle condotte di guida sono le prerogative che agevolano anche le compagnie assicurative.

Tutto positivo allora?

Beh, qualche punto di perplessità esiste ed è meglio tenerne conto. Innanzitutto non è definito con chiarezza cosa succede se l’assicurato cambia compagnia alla scadenza. Altri dubbi riguardano un eventuale cambio d’auto. Nonostante ci siano poche imprese produttrici di scatole nere (la Octotelematics copre il 70% dell’intero mercato) il problema della portabilità dell’apparecchio è determinato dagli accordi e dalle componenti richieste che purtroppo sono diversi da una compagnia all’altra. Uniformare funzioni e caratteristiche della scatola nera, per il momento, è una questione polemica che non vede una soluzione, eppure secondo RCAiUTO sarebbe quantomeno necessario definire esattamente i parametri per una perizia telematica equiparabile tra le diverse società.

  • La mancanza di caratteristiche standard delle scatole nere, insieme all’altalenante gestione degli sconti proposti, sono le criticità più urgenti che bisogna affrontare, per rendere lo strumento della scatola nera davvero efficace nella lotta alle frodi ed ai costi della RCA.

Parafrasando una famosa canzone cantata da Fiorella Mannoia, vogliamo porre l’attenzione sulla ormai vicinissima scadenza delle agevolazioni per le donne al volante. Non è una buona notizia – già disposta e confermata da qualche mese – ma il fatto che verrà applicata a partire dal 21 dicembre 2012, rende necessario un ulteriore avviso per chi non lo sapesse e per chi se ne è dimenticato.

Fino ad adesso, dunque, le donne hanno ottenuto un vantaggio di tariffa, che derivava dalle rilevazioni statistiche sulla sinistrosità e sulla prudenza di guida. Diversi studi, tra cui quelli dell’Università di Bochum, hanno messo a disposizione i dati ottenuti in osservazioni dirette o basati sugli eventi registrati dalle società assicurative, che confermerebbero la maggior attenzione nella guida ed una minore attitudine agli incidenti. Varie compagnie, inoltre, hanno dedicato apposite promozioni “donna” includendo nelle polizze proposte di copertura per le mamme, integrando scontistiche o tutele basate sul parametro “donna” (come ad esempio coprire i danni causati dai bambini se tolgono il freno a mano al parcheggio, erogare una baby-sitter nei casi di infortuni al conducente donna, ecc.).

La Corte di Giustizia Europea, però, ha ritenuto discriminante il calcolo di tariffa basato sul sesso di appartenenza dell’assicurato ed ha quindi disposto che dal 21 dicembre in poi dovrà vigere l’omogeneità di valutazione nel rischio e nel prezzo. Le donne pagheranno le polizze quanto i maschi.

Dal punto di vista etico, probabilmente, è difficile opporsi agli ideali di uguaglianza e alla lotta alle discriminazioni (verso l’uno o l’altro sesso), eppure dal punto di vista strettamente assicurativo questa decisione pone diversi dubbi circa l’equità dei criteri di rischiosità che vengono adottati attualmente. Pensiamo all’età o alla cilindrata della vettura, al kilometraggio annuale ed alla residenza, al proprietario ed il conducente, ecc. ecc… comporre una polizza sfruttando i criteri favorevoli ed aggirando quelli penalizzanti è un ovvio sistema di difesa contro i prezzi alti, tuttavia è anche l’affermazione di una palese inadeguatezza dei calcoli tariffari. C’è a chi va bene – pensiamo ad un assicurato Bersani giovane con un’auto potente – e a chi va molto peggio – ad esempio un anziano di una provincia sfortunata che magari usa l’auto pochissimo ma paga cifre notevoli -, e li raffrontiamo con una donna di mezza età con la sua auto “da città” di piccola cilindrata. La base statistica delle tariffe richiederebbe, a questo punto, una revisione totale della rilevazione delle cause dei sinistri, con un altrettanto indispensabile adeguamento della tabelle tariffarie. Quello che invece accade in realtà oggi, finisce per confermare l’assenza di omogeneità tra le valutazioni.

Dunque la fine dei vantaggi “donna” rappresentano soltanto un metodo per incrementare la raccolta premi. Ancora una volta un ritocco al rialzo dei costi RCA, questa volta a carico delle donne, che invece si affermavano le migliori come tipologia di guidatori. Da questo punto d’osservazione, la valutazione sulle ipotesi di equità e annullamento delle discriminazioni, cede verso la perplessità per il provvedimento.

Cosa diranno le donne? Cosa faranno le compagnie d’assicurazione?

Probabilmente vi sarà capitato di vedere sempre più spesso delle auto con targa straniera circolare sulle strade delle nostre città. Ovviamente non ci riferiamo alle rappresentanze diplomatiche né ai turisti che pensano di godere dei panorami e delle bellezze nazionali affrontando il viaggio in auto (dati numerici che, invece, vedremmo ben volentieri in crescita). Il fenomeno riguarda, purtroppo, una deriva delle truffe assicurative e fiscali che sta assumendo proporzioni già preoccupanti, dato che il ricorso alla targa estera è un escamotage per sfruttare parametri economici di altri stati ed aggirare il problema dei costi della RCA, del fisco e delle multe.

Pur considerando la classica adozione dei sistemi ai limiti dell’illegalità un’abitudine usuale tra i nostri connazionali, questo particolare metodo di elusione delle tariffe nazionali RCA ha dei risvolti fraudolenti abbastanza pericolosi. Tuttavia anziché registrare un’attenuazione dei casi, molte persone decidono di affrontare dei rischi pur di risparmiare.

Il tema è d’attualità già da qualche tempo, ed inizialmente riguardava soprattutto le società o i possessori di auto di lusso o di grossa cilindrata, che optavano per un noleggio estero dell’auto invece di far figurare l’acquisto, per ovvi motivi di natura fiscale. Il fenomeno si è poi allargato a macchia d’olio, quando ci si è resi conto che l’immatricolazione delle vetture all’estero, non solo può tutelare da accertamenti fiscali e dal pagamento di bollo, di assicurazione e di tasse di circolazione. Avere la targa estera garantisce l’immunità dalle multe e dalle sanzioni, poiché le amministrazioni comunali rinunciano all’inoltro delle notifiche di infrazioni e non affrontano l’impresa di perseguire i multati “fuori dai confini” per gli alti costi che comporta la ricerca.

E così, nonostante la collezione di multe, anche i punti della patente sono al sicuro. Ma se sfuggire alle conseguenze di autovelox e telecamere è quasi agevole, i trasgressori che hanno la tendenza a ripetersi con frequenza, rischiano di subire un processo penale per truffa aggravata e per insolvenza fraudolenta.

L’ultima novità è stata resa di pubblico dominio da un’inchiesta del giornale bulgaro “24 chasa”, che ha riportato le procedure che solitamente coinvolgono i nostri connazionali nella ricerca di auto e assicurazioni in Bulgaria. Le leggi italiane, per scoraggiare tali pratiche, si limitano a richiedere l’obbligo di registrare il veicolo acquistato all’estero entro un anno in Italia, ma poi basta un prestanome per continuare ad avere un’assicurazione RCA a poco più di 100-150€ all’anno.

Un’ulteriore problema, poi, potrebbe risultare in caso di sinistro, poiché avere a che fare con una compagnia straniera in queste condizioni lascia spazio a diverse incognite. Insomma, oltre al rischio penale per i conducenti italiani con targa estera, la situazione è aggravata dall’ingiusta disparità nel comportamento su strada e nelle conseguenze di infrazioni. Non è difficile immaginare che i furbi della targa estera siano oggetto di attenzioni particolari da parte dell’Agenzia Antifrode che dovrebbe nascere nel 2013.

Abbiamo visto negli articoli precedenti i dati quantitativi dei premi RC Auto raccolti dalle compagnie assicurative, il numero dei sinistri ed il relativo costo sugli indennizzi erogati.

Innanzitutto facciamo il punto sui totali nazionali, dato che per comodità li avevamo suddivisi in tre grandi macro-aree: Nord, Centro e Sud Italia.

Dunque risultano questi totali:

TOTALE ITALIA

16.843.114.000

Premi in €

3.034.408

Numero di sinistri

12.336.644.000

Importo sinistri

 

Oltre a rilevare un numero molto alto di sinistrosità con oltre 3 milioni di incidenti, notiamo con facilità di calcolo un margine positivo a favore delle compagnie di 4.506.470.000€ (precisiamo che si tratta di Responsabilità Civile per i veicoli, mentre per i danni alle persone faremo riferimento ad altre tabelle Isvap).

Tuttavia il mero dato numerico va necessariamente accompagnato da un’analisi, per cui affianco ai dati regionali (che, ripetiamo, saranno facilmente confrontabili anche in futuro dopo l’abolizione di molte province) abbiamo inserito i valori percentuali, con il fine di visualizzare quale incidenza hanno i tre parametri – premi, sinistri, indennizzi –.

Questo perché, mentre la cifra quantitativa andrebbe piuttosto relazionata alla popolazione residente, al numero di veicoli ed al tempo medio di utilizzo (o km percorsi), il dato percentuale conferisce un parametro che immediatamente si presta ad un’analisi intuitiva molto più semplice e diretta. Per fare un esempio, se nella regione Umbria la raccolta dei premi costituisce l’1,55% del totale nazionale, gli importi degli indennizzi incidono per l’1,47%, a fronte di 45.102 sinistri che rappresentano l’1,42% del totale.

Proponiamo allora delle tabelle regionali con la consueta tripartizione geografica, dalle quali si deduce con evidenza il rapporto tra le percentuali degli importi riscossi e le percentuali dell’ammontare delle somme sostenute per gli indennizzi dei danni ai veicoli.

Nel Sud e nel Centro solo la Sardegna e l’Umbria hanno un saldo positivo – oltre al sostanziale pareggio in Basilicata e Molise che però influiscono relativamente ad uno scarso apporto sotto l’1% -, mentre tra le regioni del Nord – che presentano contingenze più favorevoli – fa eccezione il Piemonte, per il quale il peso percentuale degli indennizzi supera il peso percentuale dei premi raccolti.

Oltre ai raffronti in termini economici, è interessante anche osservare i dati relativi ai sinistri e cioè la relazione tra la percentuale del numero dei sinistri e quella dell’importo indennizzato. Dove la seconda è più alta, significa che il costo medio di un sinistro è un valore in crescita e quindi è logico aspettarsi anche un aumento delle tariffe RCA. Al contrario, se nonostante una quantità significativa di sinistri la percentuale degli indennizzi è inferiore alla quota nazionale, vuol dire che mediamente l’entità dei sinistri è più bassa.

Esamineremo alcuni dettagli interessanti in seguito, anche a fronte di suggerimenti o spunti che seguiranno dalla vostra interazione.

 TOTALE ITALIA

16.843.114

Premi in migliaia di €

3.034.408

Numero di sinistri

12.336.644

Importo sinistri

in migliaia di €

 

Sud 28,32% 29,36% 29,95%

 

CAMPANIA 1.423.839 (8,45%) 269.092 (8,87%) 1.123.225 (9,10%)
SICILIA 1.229.314 (7,30%) 253.820 (8,36%) 934.192 (7,57%)
PUGLIA 1.055.794 (6,27%) 182.521 (6,01%) 843.958 (6,84%)
CALABRIA 478.677 (2,84%) 76.395 (2,51%) 371.842 (3,01%)
SARDEGNA 439.381 (2,61%) 84.055 (2,77%) 316.705 (2,56%)
BASILICATA 143.029 (0,85%) 25.622 (0,84%) 107.628 (0,87%)

 

Centro 25,35% 25,85% 26,53%

 

LAZIO 1.850.159 (10,98%) 360.268 (11,87%) 1.425.124 (11,55%)
TOSCANA 1.263.776 (7,50%) 224.743 (7,41%) 971.515 (7,88%)
MARCHE 469.527 (2,79%) 75.139 (2,48%) 362.836 (2,94%)
ABRUZZI 351.451 (2,09%) 64.546 (2,13%) 275.288 (2,23%)
UMBRIA 261.982 (1,55%) 45.102 (1,49%) 181.938 (1,47%)
MOLISE 73.889 (0,44%) 14.204 (0,47%) 56.409 (0,46%)

 

Nord 46,32% 44,79% 43,50%

 

LOMBARDIA 2.831.292(16,81%) 517.562(17,06%) 1.917.116(15,54%)
EMILIA ROMAGNA 1.379.197 (8,19%) 214.429 (7,07%) 962.801 (7,80%)
VENETO 1.334.191 (7,92%) 194.098 (6,40%) 916.261 (7,43%)
PIEMONTE 1.212.193 (7,20%) 244.105 (8,04%) 905.074 (7,34%)
LIGURIA 467.722 (2,78%) 96.784 (3,19%) 307.083 (2,49%)
FRIULI VENEZIA GIULIA 299.771 (1,78%) 45.367 (1,50%) 193.581 (1,57%)
TRENTINO ALTO ADIGE 245.118 (1,45%) 40.305 (1,33%) 145.732 (1,18%)
VALLE D’AOSTA 32.812 (0,19%) 6.251 (0,20%) 18.336 (0,15%)

Concludiamo, infine, con l’ultima sezione delle statistiche su premi Rca e sinistri, riportando i dati provenienti dalle province e regioni del Sud Italia.

RAMO R.C. AUTOVEICOLI TERRESTRI

PORTAFOGLIO DIRETTO ITALIANO

DISTRIBUZIONE REGIONALE E PROVINCIALE DEI PREMI E DEI SINISTRI ANNO 2010

Province e Regioni Sud Premi

in migliaia di €

Numero di sinistri Importo sinistri

in migliaia di €

CASERTA 215.888 35.746 164.565
BENEVENTO 82.328 14.131 64.359
NAPOLI 749.666 154.898 589.561
AVELLINO 103.590 16.730 80.346
SALERNO 272.367 47.587 224.394
CAMPANIA 1.423.839 269.092 1.123.225
FOGGIA 145.509 22.999 128.022
BARI 366.984 68.477 273.073
TARANTO 151.815 26.582 142.533
BRINDISI 100.997 17.717 86.106
LECCE 212.969 35.816 171.293
BARLETTA-ANDRIA-TRANI 77.520 10.930 42.931
PUGLIA 1.055.794 182.521 843.958
POTENZA 92.071 16.749 69.311
MATERA 50.958 8.873 38.317
BASILICATA 143.029 25.622 107.628
COSENZA 162.752 26.425 110.960
CATANZARO 99.863 16.905 95.484
REGGIO CALABRIA 141.666 21.473 99.805
CROTONE 37.776 5.246 37.649
VIBO VALENTIA 36.620 6.346 27.944
CALABRIA 478.677 76.395 371.842
TRAPANI 102.608 23.927 70.470
PALERMO 293.312 61.027 200.530
MESSINA 173.140 31.468 126.891
AGRIGENTO 100.113 21.343 88.730
CALTANISSETTA 54.156 11.993 53.804
ENNA 35.292 7.030 25.608
CATANIA 286.816 57.802 229.093
RAGUSA 81.745 17.796 65.918
SIRACUSA 102.132 21.434 73.148
SICILIA 1.229.314 253.820 934.192
SASSARI 107.140 19.683 78.243
NUORO 42.361 8.758 35.633
ORISTANO 35.542 6.004 19.748
CAGLIARI 162.871 35.164 131.131
OLBIA TEMPIO 42.203 5.402 19.161
OGLIASTRA 11.216 2.248 8.464
MEDIO CAMPIDANO 14.773 2.581 10.898
CARBONIA IGLESIAS 23.275 4.215 13.427
SARDEGNA 439.381 84.055 316.705

Totale

Sud Italia

4.770.034

Premi in migliaia di €

891.505

Numero di sinistri

3.697.550

Importo sinistri in migliaia di €

Procediamo con le tabelle degli studi statistici dell’Isvap in riferimento ai dati dei premi raccolti, dei sinistri avvenuti e gli indennizzi pagati dalle compagnie assicurative nelle province del Centro Italia.

RAMO R.C. AUTOVEICOLI TERRESTRI

PORTAFOGLIO DIRETTO ITALIANO

DISTRIBUZIONE REGIONALE E PROVINCIALE DEI PREMI E DEI SINISTRI ANNO 2010

Province e Regioni Centro Premi in migliaia di € Numero di sinistri Importo sinistri in migliaia di €
MASSA CARRARA 64.706 11.100 54.247
LUCCA 161.169 29.828 128.037
PISTOIA 100.818 17.658 84.398
FIRENZE 335.470 61.365 255.217
LIVORNO 98.614 17.959 76.782
PISA 136.302 22.264 103.546
AREZZO 124.809 21.480 93.520
SIENA 81.399 14.197 47.874
GROSSETO 70.618 11.829 51.781
PRATO 89.871 17.063 76.113
TOSCANA 1.263.776 224.743 971.515
PERUGIA 194.058 32.733 122.257
TERNI 67.924 12.369 59.681
UMBRIA 261.982 45.102 181.938
PESARO-URBINO 108.264 16.659 87.448
ANCONA 150.484 24.560 116.212
MACERATA 102.720 16.086 78.966
ASCOLI PICENO 72.828 13.816 61.103
FERMO 35.231 4.018 19.107
MARCHE 469.527 75.139 362.836
VITERBO 87.550 16.150 62.929
RIETI 42.268 8.410 32.520
ROMA 1.395.674 279.338 1.060.294
LATINA 182.998 30.121 153.681
FROSINONE 141.669 26.249 115.700
LAZIO 1.850.159 360.268 1.425.124
L’AQUILA 80.052 16.303 68.293
TERAMO 76.474 12.912 53.784
PESCARA 96.546 17.310 72.003
CHIETI 98.379 18.021 81.208
ABRUZZI 351.451 64.546 275.288
CAMPOBASSO 52.135 10.530 38.262
ISERNIA 21.754 3.674 18.147
MOLISE 73.889 14.204 56.409

Totale

Centro Italia

4.270.784

Premi in migliaia di €

784.002

Numero di sinistri

3.273.110

Importo sinistri in migliaia di €

Pubblichiamo le tabelle relative alle statistiche dei sinistri, rilevate dall’Isvap in riferimento all’anno 2010. Tra qualche mese saranno pubblicate anche quelle inerenti all’ultimo periodo, ma con il nuovo riassetto delle province ormai in fase di approvazione, può essere significativo evidenziare le differenze tra i dati di ogni provincia così come sono allo stato attuale. Per comodità di analisi e visualizzazione gli studi statistici saranno suddivisi in tre parti: oggi vedremo i rilevamenti del Nord, nei giorni successivi quelli del Centro e del Sud Italia.

RAMO R.C. AUTOVEICOLI TERRESTRI

PORTAFOGLIO DIRETTO ITALIANO

DISTRIBUZIONE REGIONALE E PROVINCIALE DEI PREMI E DEI SINISTRI ANNO 2010

Province e Regioni Nord Premi in migliaia di € Numero di sinistri Importo sinistri in migliaia di €
TORINO 673.658 143.458 539.234
VERCELLI 50.334 8.765 33.776
NOVARA 80.414 14.208 44.818
CUNEO 160.138 30.008 132.759
ASTI 52.553 10.979 34.750
ALESSANDRIA 120.382 22.497 78.460
BIELLA 39.632 7.824 22.639
VERBANO C.O. 35.082 6.366 18.638
PIEMONTE 1.212.193 244.105 905.074
VALLE D’AOSTA 32.812 6.251 18.336
VARESE 251.897 42.870 149.840
COMO 147.195 25.627 90.839
SONDRIO 49.722 7.366 34.567
MILANO 1.092.427 238.320 886.657
BERGAMO 301.218 46.350 169.669
BRESCIA 348.806 54.676 195.404
PAVIA 137.805 23.148 91.846
CREMONA 93.682 13.782 60.375
MANTOVA 103.599 15.649 67.016
LECCO 96.140 15.452 51.964
LODI 49.017 6.965 29.220
MONZA E BRIANZA 159.784 27.357 89.719
LOMBARDIA 2.831.292 517.562 1.917.116
BOLZANO 110.673 18.235 63.236
TRENTO 134.445 22.070 82.496
TRENTINO ALTO ADIGE 245.118 40.305 145.732
VERONA 261.233 39.865 165.856
VICENZA 220.478 33.306 134.468
BELLUNO 50.657 7.489 33.165
TREVISO 246.757 34.529 180.254
VENEZIA 204.320 28.532 14.7528
PADOVA 288.448 41.962 20.3427
ROVIGO 62.298 8.415 51.563
VENETO 1.334.191 194.098 916.261
UDINE 133.693 19.847 83.461
PORDENONE 69.039 10.059 46.203
GORIZIA 29.215 4.293 18.081
TRIESTE 67.824 11.168 45.836
FRIULI VENEZIA GIULIA 299.771 45.367 193.581
IMPERIA 55.906 11.445 30.609
SAVONA 79.944 15.550 44.622
GENOVA 265.551 58.361 184.088
LA SPEZIA 66.321 11.428 47.764
LIGURIA 467.722 96.784 307.083
PIACENZA 82.801 13.451 53.876
PARMA 130.088 21.426 86.338
REGGIO EMILIA 160.806 25.411 116.339
MODENA 213.338 34.434 139.035
BOLOGNA 320.929 50.966 234.975
FERRARA 106.930 14.313 74.165
RAVENNA 128.127 18.042 98.544
FORLI 131.926 18.437 79.309
RIMINI 104.252 17.949 80.220
EMILIA ROMAGNA 1.379.197 214.429 962.801

Totale Nord Italia

7.802.296

Premi in migliaia di €

841.339

Numero di sinistri

5.365.984

Importo sinistri in migliaia di €