Negli articoli precedenti abbiamo sottolineato i maggiori elementi di perplessità dei provvedimenti approvati, mentre adesso affrontiamo il testo del documento del Decreto sviluppo che regola le novità adottate in materia assicurativa.

Il decreto-legge n°179bis del 18 ottobre 2012 (che si presentava sotto la denominazione di “misure urgenti per la crescita del Paese”), è stato convertito in legge dopo aver subito delle modificazioni. Infatti il passaggio e l’approvazione della Camera hanno determinato, dopo il voto di fiducia, la sostituzione integrale del decreto con un maxiemendamento che contiene esclusivamente le misure che andranno in vigore (chi è interessato può leggerlo qui). Estraendo alcuni punti più interessanti dal testo, possiamo apprendere:

  • Al fine di favorire il superamento dell’attuale segmentazione del mercato assicurativo ed accrescere il grado di libertà dei diversi operatori, gli intermediari assicurativi di cui al comma 2, lettere a), b), d), dell’articolo 109 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, nonché quelli inseriti nell’elenco annesso al registro degli intermediari medesimi ex articolo 33, comma 2 del regolamento ISVAP n. 5/06, possono adottare forme di collaborazione reciproca nello svolgimento della propria attività anche mediante l’utilizzo dei rispettivi mandati. Detta collaborazione è consentita sia tra intermediari iscritti nella medesima sezione del registro o nell’elenco a questo annesso, sia tra di loro reciprocamente, a condizione che al cliente sia fornita, con le modalità e forme previste nel Codice delle assicurazioni private e sui regolamenti attuativi, una corretta e completa informativa in relazione al fatto che l’attività di intermediazione viene svolta in collaborazione tra più intermediari, nonché l’indicazione dell’esatta identità, della sezione di appartenenza e del ruolo svolto dai medesimi nell’ambito della forma di collaborazione adottata. L’IVASS vigila sulla corretta applicazione del presente articolo e può adottare disposizioni attuative anche al fine di garantire adeguata informativa ai consumatori.
  • Gli intermediari assicurativi che svolgono attività di intermediazione in collaborazione tra di loro ai sensi del comma 10 rispondono in solido per gli eventuali danni sofferti dal cliente a cagione dello svolgimento di tale attività, salve le reciproche rivalse nei loro rapporti interni.
  • A decorrere dal 1o gennaio 2013, le clausole fra mandatario e impresa assicuratrice incompatibili con le previsioni del comma 10 sono nulle per violazione di norma imperativa di legge e si considerano non apposte. L’IVASS vigila ed adotta eventuali direttive per l’applicazione della norma e per garantire adeguata informativa ai consumatori.
  • Anche al fine di incentivare lo sviluppo delle forme di collaborazione di cui ai commi precedenti e di fornire impulso alla concorrenza attraverso l’eliminazione di ostacoli di carattere tecnologico, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l’IVASS, sentite l’ANIA e le principali associazioni rappresentative degli intermediari assicurativi, dovrà definire standard tecnici uniformi ai fini di una piattaforma di interfaccia comune per la gestione e conclusione dei contratti assicurativi, anche con riferimento alle attività di preventivazione, monitoraggio e valutazione.

Le novità, dunque, da tener presente riguardano innanzitutto l’Ivass, al quale viene assegnato il ruolo di prevenzione contro le frodi assicurative. L’ente che va a sostituire l’Isvap avrà la gestione della banca dati sui sinistri, a partire dall’analisi fino alla valutazione delle proposte operative che le compagnia assicurative effettueranno. È necessario evidenziare che tutte le segnalazioni ed i risultati dovranno essere resi pubblici, inoltre almeno una volta all’anno dovrà essere presentata una relazione alla commissione parlamentare competente.

All’ivass spetta anche di definire, entro 90 giorni, nuove misure di semplificazione delle procedure burocratiche, attraverso lo snellimento delle pratiche, la riduzione del cartaceo e l’incremento delle comunicazioni digitali tra imprese, intermediari e clienti (pagamenti compresi).

Un altro punto che interessa gli assicurati, è l’aggiornamento del Codice delle Assicurazioni riguardo ai sinistri, poiché nel modello di denuncia dovrà essere indicato il luogo, il giorno e l’orario che affermano la disponibilità ad una ispezione per l’accertamento dei danni. Il veicolo danneggiato, inoltre, verrà tenuto a disposizione per 5 giorni lavorativi (e non più 2) dopo il ricevimento della richiesta di risarcimento.

Un giudizio sul decreto-legge non può che essere parziale o di ottimismo con cautela, dato che la conversione in legge ne ha ridotto l’azione e l’efficacia, ma ciò è in gran parte dovuto ai tempi ristretti di discussione che le istituzioni governative hanno avuto a disposizione, data l’imminente fine della operatività istituzionale. È opportuno un rinvio per una analisi più razionale, soprattutto confidando nella concretezza dell’Ivass, che verrà presto verificata a brevissimo termine. Un nostro auspicio sarebbe anche quello di un maggiore coinvolgimento degli assicurati (magari con le associazioni di consumatori o di categoria) per intraprendere un cammino più condiviso, che non estremizzi l’opposizione compagnie assicurative versus clienti.

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Probabilmente vi sarà capitato di vedere sempre più spesso delle auto con targa straniera circolare sulle strade delle nostre città. Ovviamente non ci riferiamo alle rappresentanze diplomatiche né ai turisti che pensano di godere dei panorami e delle bellezze nazionali affrontando il viaggio in auto (dati numerici che, invece, vedremmo ben volentieri in crescita). Il fenomeno riguarda, purtroppo, una deriva delle truffe assicurative e fiscali che sta assumendo proporzioni già preoccupanti, dato che il ricorso alla targa estera è un escamotage per sfruttare parametri economici di altri stati ed aggirare il problema dei costi della RCA, del fisco e delle multe.

Pur considerando la classica adozione dei sistemi ai limiti dell’illegalità un’abitudine usuale tra i nostri connazionali, questo particolare metodo di elusione delle tariffe nazionali RCA ha dei risvolti fraudolenti abbastanza pericolosi. Tuttavia anziché registrare un’attenuazione dei casi, molte persone decidono di affrontare dei rischi pur di risparmiare.

Il tema è d’attualità già da qualche tempo, ed inizialmente riguardava soprattutto le società o i possessori di auto di lusso o di grossa cilindrata, che optavano per un noleggio estero dell’auto invece di far figurare l’acquisto, per ovvi motivi di natura fiscale. Il fenomeno si è poi allargato a macchia d’olio, quando ci si è resi conto che l’immatricolazione delle vetture all’estero, non solo può tutelare da accertamenti fiscali e dal pagamento di bollo, di assicurazione e di tasse di circolazione. Avere la targa estera garantisce l’immunità dalle multe e dalle sanzioni, poiché le amministrazioni comunali rinunciano all’inoltro delle notifiche di infrazioni e non affrontano l’impresa di perseguire i multati “fuori dai confini” per gli alti costi che comporta la ricerca.

E così, nonostante la collezione di multe, anche i punti della patente sono al sicuro. Ma se sfuggire alle conseguenze di autovelox e telecamere è quasi agevole, i trasgressori che hanno la tendenza a ripetersi con frequenza, rischiano di subire un processo penale per truffa aggravata e per insolvenza fraudolenta.

L’ultima novità è stata resa di pubblico dominio da un’inchiesta del giornale bulgaro “24 chasa”, che ha riportato le procedure che solitamente coinvolgono i nostri connazionali nella ricerca di auto e assicurazioni in Bulgaria. Le leggi italiane, per scoraggiare tali pratiche, si limitano a richiedere l’obbligo di registrare il veicolo acquistato all’estero entro un anno in Italia, ma poi basta un prestanome per continuare ad avere un’assicurazione RCA a poco più di 100-150€ all’anno.

Un’ulteriore problema, poi, potrebbe risultare in caso di sinistro, poiché avere a che fare con una compagnia straniera in queste condizioni lascia spazio a diverse incognite. Insomma, oltre al rischio penale per i conducenti italiani con targa estera, la situazione è aggravata dall’ingiusta disparità nel comportamento su strada e nelle conseguenze di infrazioni. Non è difficile immaginare che i furbi della targa estera siano oggetto di attenzioni particolari da parte dell’Agenzia Antifrode che dovrebbe nascere nel 2013.